Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 23:14

L’auto elettrica è smartphone.

Edoardo Nastri ·

L’auto come prodotto tecnologico è un concetto che conosciamo ormai da diverso tempo, tra sistemi infotelematici sempre più avanzati, connessione dei veicoli e accesso a servizi via app con aggiornamenti da remoto. Giorno dopo giorno auto e smartphone sono sempre più vicini e non è un caso che i più famosi produttori di telefoni e tecnologia si stiano avvicinando per la prima volta al settore automotive dei veicoli a zero o basse emissioni.

L’ultima novità è di Sony. La Vision-S 02 è un suv elettrico dalle forme sinuose realizzato dal colosso giapponese della tecnologia e appena svelato al CES di Las Vegas. Sette posti, una linea che ricorda la Tesla Model Y, ma soprattutto tantissimi sensori che serviranno per gli avanzati sistemi di assistenza alla guida e la compatibilità con la connessione 5G per la gestione ultra veloce dei dati. E poi ancora, riconoscimento facciale, impronte digitali, massima personalizzazione delle impostazioni: uno smartphone su quattro ruote.

L'elettrica di Xiaomi arriva nel 2024 

La 02 riprende la piattaforma elettrica già utilizzata per la berlina Vision-S 01 ed è un manifesto per dimostrare ai costruttori “tradizionali” che cosa è in grado di fare Sony in un campo che non è il suo. Poco importa se questo suv con Tesla nel mirino conoscerà la produzione sotto il marchio Sony oppure in partnership con qualcun altro, il colosso giapponese ha già annunciato per la prossima primavera la creazione di una nuova società operativa "Sony Mobility Inc.", attraverso la quale intende esplorare l'ingresso e le opportunità derivanti dal mercato delle auto elettriche.

Se Sony investe i cinesi di Xiaomi - che oltre a smartphone, tablet e pc costruiscono anche monopattini elettrici – non stanno a guardare. Secondo quanto comunicato dal fondatore e ceo Lei Jun, il colosso cinese avvierà la produzione della sua prima auto elettrica nel 2024 con la commercializzazione prevista entro fine anno. Le ambizioni sono tali da realizzare un investimento complessivo nel settore pari a 10 miliardi di dollari distribuiti in 10 anni e di costruire uno stabilimento in Cina con una capacità produttiva di oltre 300mila veicoli all’anno. I piani di sviluppo della gamma, così come caratteristiche tecniche e dettagli sono ancora top secret, ma sono già stati annunciati quattro modelli che arriveranno entro il 2027, alcuni di questi anche in Europa.

Huawei sceglie il partner Seres, Apple in salita 

Huawei ha già presentato al pubblico il suo primo modello. Realizzata in sinergia con il costruttore cinese Seres, la Aito M5 è un suv che verrà lanciato in Cina già a febbraio. Per l’Europa si vedrà. Il modello ha un propulsore termico 1.5 a benzina che funziona esclusivamente per ricaricare le batterie senza fornire trazione alle ruote. L’autonomia dichiarata? 1.200 chilometri. Se Seres ha curato maggiormente la parte tecnica e ciclistica, Huawei ha sviluppato un nuovo sistema operativo per infotainment e gestione dei sistemi di assistenza alla guida chiamato Harmony OS che, secondo quanto dichiarato dal costruttore porterà ad una massima integrazione tra automobile e l'ambiente circostante. 

Il colosso cinese punta alla realizzazione anche di modelli a guida autonoma dopo la recente acquisizione per 77,4 milioni di dollari di “Deepmotion Tech”, una start up fondata nel 2017 e dedicata allo sviluppo della guida senza conducente. 

Il 2022 potrebbe anche essere l’anno dell’Apple Car. Se ne sente parlare ormai da otto anni, ma il “Project Titan” – così è chiamato internamente il progetto di realizzazione di un’auto elettrica della Mela – potrebbe varcare le soglie della fattibilità entro i prossimi dodici mesi. Nodo cruciale è lo sviluppo di un software proprietario, fondamentale per mantenere alto il blasone del più premium dei produttori di tecnologia e che dovrà gestire le funzioni di guida autonoma e i sistemi di assistenza alla guida. La strada finora per la Apple Car è stata in salita: il responsabile del progetto è già cambiato per ben cinque volte in otto anni. 

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