Ultimo aggiornamento  01 febbraio 2023 01:13

Head-up display, a tutto schermo.

Edoardo Nastri ·

Occhi sulla strada, un pilastro della sicurezza stradale quando ci troviamo al volante. Ricerche e investimenti hanno trovato e continuano a proporre nuove soluzioni per rendere più sicura la guida e l’Head-up display sembra essere uno degli strumenti preferiti dai costruttori in questo senso. Come spesso capita per i dispositivi tech, l’Hud è stato inventato per l’utilizzo militare. Le prime applicazioni? Agli inizi degli anni 40, per proiettare informazioni e immagini radar sul parabrezza degli aerei da guerra, aumentando l’efficacia di un eventuale attacco.

La prima applicazione in ambito automobilistico è arrivata nel 1969 con la concept General Motors XP-856 Aero Coupe, mentre la produzione inizia solo nel 1988 su cinquanta esemplari della Oldsmobile Cutlass Supreme Convertible Indy 500. Per i costruttori europei il dispositivo è arrivato solo nel 2003 con Bmw, ma oggi, a giudicare dalle ultime concept car, sembra che tutti (o quasi) i costruttori abbiano intenzione di potenziare ulteriormente questa tecnologia per farla diventare la protagonista della strumentazione del futuro.

Visione interattiva

La i Vision Circular, svelata al salone di Monaco a settembre 2021, ha permesso a Bmw di immaginare una vettura premium pensata per l’ambiente urbano e al tempo stesso rivisitare il suo Head-up display. Le immagini proiettate sul parabrezza sono in tre dimensioni, a realtà aumentata e non interessano più esclusivamente un’area di azione limitata, bensì tutta la larghezza della superfice vetrata. Davanti al guidatore è scomparso il display della strumentazione: tutto ciò che necessario può essere visualizzato sul parabrezza con schermate completamente riconfigurabili e interattive.

La Concept Recharge di Volvo non anticipa solo la prossima generazione del suv full-size XC90, ma sperimenta nuove applicazioni in tema di sicurezza stradale. Oltre al Lidar posizionato sul tetto, la vettura ha una strumentazione per il guidatore essenziale, con un piccolo display a sviluppo orizzontale dietro al volante.

L’Head-up display, ovviamente, non manca, ma per la sua ulteriore evoluzione il costruttore svedese sta studiando con la startup israeliana Spectralics il Multi Layer Thin Combiner (MLTC), una pellicola ottica applicabile a superfici trasparenti che permetterà di sovrapporre immagini sul vetro per una miriade di informazioni in più. Secondo quanto dichiarato da Volvo, questa pellicola doterebbe l’Hud di un maggiore campo visivo, in grado di trasmettere un preciso senso di distanza quando gli oggetti virtuali vengono sovrapposti all'ambiente reale.

Non solo premium

Presentata la scorsa primavera, la Lexus LF-Z Electrified anticipa la RZ, prima vettura del costruttore premium giapponese costruita sulla piattaforma per elettriche e-Tnga di Toyota. Gli interni della concept anticipano una riprogettazione totale dell’abitacolo fatta dai progettisti Lexus: il guidatore può contare su tre display (due per la strumentazione e uno per l’infotainment) e su un quarto schermo: l’Head-up display a realtà aumentata che proietta in tempo reale non solo le principali info utili al guidatore, ma anche tutte le comunicazioni dei sistemi di assistenza alla guida e ciò che gli Adas vedono sulla strada.

L’applicazione delle nuove tecnologie non vale solo per i brand premium. Con la ID. Life, Volkswagen ha anticipato i contenuti che troveremo su una citycar 100% elettrica in arrivo entro il 2025. Oltre a un nuovo studio di forme e materiali per gli esterni, la ID.Life per il suo abitacolo ha puntato tutto sul minimalismo. Nessun display per cockpit e infotainment, si fa tutto con lo smartphone e per la questione strumentazione tutto è affidato a un Head-up display a realtà aumentata. 

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