Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 19:37

Federauto: servono nuovi incentivi.

Redazione ·

Adolfo De Stefani Cosentino - presidente di Federauto, l’associazione che riunisce i concessionari italiani - lancia un grido di allarme per il futuro dell’intero settore nel nostro Paese. “Nonostante le interlocuzioni rassicuranti con i rappresentanti di governo e parlamento, nella Legge di Bilancio 2022 non c'è alcuna traccia di un piano pluriennale in grado di accompagnare la transizione ecologica. Questo impone una riflessione: in un contesto in cui la propensione all'acquisto di autoveicoli da parte dei  consumatori è già abbastanza confusa e incerta, la discutibile  decisione del phase out delle auto con motore a combustione interna a partire dal 2035 annunciata dal Cite (il Comitato Interministeriale per  la Transizione Ecologica) il mese scorso e la mancanza di incentivi  auto per lo svecchiamento del parco circolante, sono fattori che rischiano di aggravare ulteriormente l'andamento del mercato con impatti negativi sulle imprese italiane, l'occupazione e la tenuta della filiera nel suo complesso".

Il numero uno di Federauto punta anche il dito sui sostegni promessi dal governo per i settori maggiormente colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia di coronavirus. “Il fondo di 150 milioni di euro inserito nella manovra finanziaria non è adeguato alle nostre attuali necessità. Più che ristori servono sostegni efficaci alla domanda per l'acquisto di veicoli a zero e basse emissioni, funzionali alla riduzione progressiva della CO2’’.

Una legge non basta

''Riteniamo - ha proseguito De Stefani Cosentino - che un arco temporale di soli 13  anni per passare definitivamente alla vendita di auto elettriche, in mancanza di un piano programmato e organico, sia un periodo troppo breve per riconvertire adeguatamente tutto l'indotto del settore. Inoltre, non dimentichiamoci che i comportamenti di acquisto non si modificano a suon di normative bensì creando un sistema favorevole  al cambiamento che, dal nostro punto di vista, deve contemplare la rimodulazione della fiscalità auto, un piano di incentivazione fondato sulla neutralità tecnologica per il rinnovo del  parco autovetture e veicoli commerciali leggeri e la celere realizzazione di una rete di ricarica elettrica efficiente e capillare sulla rete stradale, urbana, extraurbana e autostradale’’.

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