Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 02:42

Bmw, nel 2022 6mila nuove assunzioni.

Paolo Borgognone ·

Bmw progetta di ampliare del 5% la forza lavoro impiegata nei suoi stabilimenti e di aggiungere agli attuali 120mila lavoratori altri 6mila assunti. Questo per fare fronte a una sempre maggiore domanda di auto a batteria, sulle quali il marchio tedesco sta puntando per il proprio futuro. Lo ha detto - in una intervista al quotidiano di Monaco Muenchner Merkur, il ceo di Bmw Oliver Zipse. “Abbiamo già iniziato a ristrutturare la forza lavoro e alla fine siamo riusciti a tagliare anche il numero degli impiegati, attraverso la fluttuazione naturale e accordi volontari. Allo stesso tempo, ci sono state oltre 10mila nuove assunzioni e trasferimenti dalla formazione e dai nostri programmi di personale junior, con i quali abbiamo ulteriormente sviluppato le competenze”. Il manager ha anche ricordato come la Casa investa “fino a 370 milioni di euro all'anno in istruzione e formazione. Per esempio, per le persone che completano un apprendistato industriale e studiano allo stesso tempo. E continuiamo ad assumere 1200 apprendisti in Germania ogni anno”.

Nonostante le difficoltà - tra pandemia, crisi dei semiconduttori e difficoltà nell’acquisizione delle materie prime - Zipse si aspetta che la corsa alla elettrificazione continui anche nel prossimo futuro. Tanto è vero che a Monaco si è lavorato con i sindacati per organizzare turni extra che possono, se poi ci fossero difficoltà “essere cancellati anche con un breve preavviso”.

Chip, crisi in via di soluzione

Una delle più grandi difficoltà che l’industria delle quattro ruote sta attraversando in questo periodo è la crisi dei semiconduttori. Zipse, però, è ottimista. “Il problema per noi non è la carenza in sé, ma piuttosto l'imprevedibilità. Se sapessimo con tre mesi d'anticipo che certi chip non saranno disponibili, sarebbe meno un problema. Ma in alcuni casi lo scopriamo solo qualche giorno prima. La situazione, però, credo si risolverà già a partire dal secondo trimestre dell’anno prossimo. Servono reinvestimenti per fare fronte a una domanda che sia maggiore dell’offerta e questi cicli sono di solito di 18/36 mesi. Mi aspetto che entro la fine del prossimo anno vedremo una situazione ampiamente normale”.

I semiconduttori rientrano anche nel discorso più generale delle difficoltà per reperire le materie prime, soprattutto per le batterie. "Non è una novità che singole materie prime non possano essere consegnate, le fluttuazioni del mercato sono sempre esistite. Oltre ai chip, il secondo motivo di questa condizione è l'attenzione alla sostenibilità: dove vengono prodotti i componenti? Da dove vengono le materie prime? Ecco perché non ci riforniamo più di cobalto dal Congo, ma dall'Australia. Ma non vediamo colli di bottiglia nelle materie prime della batterie o nelle materie prime classiche che non possano essere risolti”.

Riciclare passo fondamentale

Una delle soluzioni è il riciclaggio che - secondo il numero uno di Bmw - aumenterà significativamente. “L'umanità consuma circa 100 miliardi di tonnellate di materie prime all'anno, quasi tutte prese dallo strato superiore della terra. Per ragioni di sostenibilità, ma anche da un punto di vista economico, non possiamo continuare a farlo per sempre. L'efficienza, l'evitare gli sprechi, è un principio fondamentale dell'industrializzazione. Stiamo spingendo molto su questo tema e lo stiamo estendendo alle catene di approvvigionamento e alle materie prime. Non è una novità: Bmw aveva già una linea di demolizione nello stabilimento di Landshut nel 1991. Con la i3, abbiamo ancora una volta spinto la questione, già previsto per i riciclati nel design del prodotto e pensato in anticipo anche alle batterie. Ora stiamo portando questa esperienza al livello successivo. Ecco perché abbiamo presentato alla IAA la Bmw iVision Circular, che è costruita con il 100 per cento di materie prime sostenibili e può essere riciclata al 100 per cento.

Il nodo infrastrutture

Zipse ha confermato  che la domanda di veicoli elettrici è molto alta. "La i4 è esaurita da mesi, così come la iX". Stesso discorso è previsto per la versione elettrica della berlina di lusso serie 7 che arriverà l’anno prossimo.

La casa automobilistica mira ad almeno il 50% delle vendite globali per essere completamente elettrica entro il 2030, ma ha avvertito che la mancanza di infrastrutture di ricarica rimane una grande barriera per una più rapida adozione dei veicoli elettrici da parte dei consumatori. “Il mercato è attualmente in rapida crescita, ma se l'infrastruttura non tiene il passo, questa crescita sarà soffocata. Per questo abbiamo fatto una ricerca in proprio sull’argomento. Ne viene fuori che in Europa il numero di auto elettriche cresce attualmente cinque volte più velocemente delle colonnine. Dato questo squilibrio, sarebbe sbagliato vietare i moderni motori a combustione interna, che intanto continuano a migliorare. Questo porterebbe inevitabilmente la più grande industria tedesca in uno scenario di contrazione. Serve invece collegare i limiti delle emissioni di CO2 con obiettivi vincolanti per l'infrastruttura di ricarica”.

Solo a batteria dal 2026?

Per questo motivo l’investimento nell’infrastruttura è un passaggio chiave. “Ci lavoriamo noi stessi e  stiamo portando a bordo altri. Il pubblico è interessato soprattutto ai lunghi viaggi interurbani, quindi alle autostrade e grazie alla nostra joint venture Ionity stiano progredendo in questo senso. Le colonnine pubbliche, tuttavia, rappresentano solo il 20% circa del totale, è la ricarica privata a casa ad avere di gran lunga la quota maggiore. E ci sono ancora notevoli ostacoli anche con le reti a media e bassa tensione, cioè l'"ultimo miglio". Le infrastrutture sono costose e serve tempo perché il modello di business diventi redditizio”.

Quindi la strada verso l'elettromobilità è ancora lunga: “Stiamo spingendo in questa direzione a un ritmo veloce. Per esempio, potremmo costruire auto elettriche al 100% nel nostro stabilimento di Monaco dal 2026, se il mercato lo richiedesse. Ma possiamo ancora coprire altri sistemi di guida. Presumo che la domanda del mercato sarà così alta nel 2026 che l'impianto sarà dedicato in prevalenza alle vetture a batteria. A condizione che l'infrastruttura di ricarica vada di pari passo”.

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