Ultimo aggiornamento  07 dicembre 2022 13:31

Supercar, se una volta non basta.

Valerio Antonini ·

Creare un'auto dal nulla può rivelarsi un'attività estremamente rischiosa. Lo sanno bene due aziende che circa vent'anni fa, quando ancora non si parlava di elettrico, hanno dato vita a supercar estreme: la Gumbert Apollo del 2005 e l’Artega GT del 2007.

Progetti che all'epoca hanno destato scalpore e sollevato apprezzamenti per la loro audacia, e che sembravano essere andati a buon fine, salvo dover interrompere la produzione dopo poco tempo per il fallimento delle rispettive società. Un destino sfortunato per queste due start up ante litteram, accomunate tuttavia anche dalla rinascita, visto che entrambe sono state rifondate con nuovi investitori e ora puntano su progetti completamente diversi, nel campo ormai imprescindibile dell'elettrificazione

Apollo, bolide da pista

La Gumbert Apollo era una hypercar estrema con motore Audi V8 biturbo da 4.2 litri e potenze variabili da 650, 700 o 800 cavalli a seconda della versione: base, sport o race. La vettura era tecnicamente avanzata e basata su un telaio tubolare con una monoscocca in fibra di carbonio che conteneva il peso complessivo sotto i 1.100 chili. L’Apollo era in grado di raggiungere i 270 chilometri orari di velocità massima e di “restare completamente attaccata all’asfalto grazie alla carrozzeria in vetroresina e carbonio per un impatto aerodinamico da vero bolide da pista”, dicevano all’epoca dal quartier generale di Denkendorf.

La produzione di questa vettura - iniziata nel 2005 - aveva coperto una generazione completa con un restyling (nel 2010) ed era stata interrotta nel 2013 a causa del fallimento per insolvenza dichiarato dalla Gumbert. I diritti della Apollo sono stati venduti a un imprenditore di Hong Kong che nel 2016 ha portato al salone di Ginevra una rivisitazione di quel modello, che però non è mai tornato davvero alla produzione. Il sito ufficiale del nuovo brand Apollo Automobil è ancora attivo e presenta due prototipi elettrici denominati EVision S e X che attendono di essere ufficializzati come vetture in vendita. 

Dopo aver lasciato l'azienda, il fondatore Roland Gumpert, ex dirigente di Audi Sport, ha sviluppato assieme alla cinese Aiways la RG, una vettura sportiva elettrica comandata da remoto, oltre ad aver creato recentemente una nuova società che porta il suo nome, con la quale ha messo a punto il prototipo Nathalie, mossa da un particolare powertrain a celle a combustibile alimentate da metanolo.

Artega GT, alte prestazioni a prezzi contenuti

Il brand tedesco Artega Automobil è stato fondato nel 2006 dall’ingegnere meccanico Klaus Dieter Frers, esperto di elettronica e programmatore di software, oltre a collezionista di veicoli d’epoca. Nel 2007 il marchio ha presentato al Salone di Francoforte un’anteprima della sua prima sportiva, l'Artega GT, poi svelata definitivamente a Ginevra nel 2008.

Si trattava di una due posti con carrozzeria in fibra di carbonio per un peso di soli 1.116 chili, alimentata da un motore 3.6 litri a iniezione diretta di derivazione Volkswagen da 296 cavalli. La vettura era progettata raggiungere una velocità massima in pista di 270 chilometri orari e scattare da 0 a 100 in 4.6 secondi.

Poteva essere una soluzione intrigante soprattutto per il prezzo relativamente contenuto, circa 75mila euro, ma la produzione fu interrotta a 153 unità, delle 500 all’anno previste originariamente. Dopo una serie di vicende legali attribuibili al fallimento della società di Frers, l’Artega ha ripreso le attività nel 2018 iniziando la produzione della citycar elettrica Karo-Isetta, ispirata all'omonima bubble-car degli anni '50.

Esperienza simile a quella di Fisker

Tra i casi di startup che hanno fallito la prima mossa, e ora guardano a un nuovo inizio elettrificato bisogna citare anche il marchio americano Fisker, che nel 2011 ha dato vita alla berlina ibrida plug-in Karma. Dopo la bancarotta dell'azienda nel 2013, il suo fondatore Henrik Fisker ci sta riprovando: ha dato vita a una nuova società che ha lanciato di recente il suv elettrico Ocean, il quale verrà realizzato anche in una speciale versione Papamobile per il Pontefice. 

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