Ultimo aggiornamento  06 febbraio 2023 03:36

Musk, ancora una lite per le tasse.

Paolo Borgognone ·

Elon Musk non riesce proprio ad andare d’accordo con i più importanti rappresentanti in Parlamento del partito democratico. E si scaglia contro di loro - soprattutto via twitter - con notevole stizza.
L’ultima a finire nel mirino del ceo di Tesla è la senatrice rappresentante del Massachusetts Elizabeth Warren, rea - secondo il manager - di aver commentato la nomina di Musk a “Person of the Year” da parte della rivista Time tornando sullo spinoso problema delle tasse non pagate dai super ricchi, un argomento che coinvolge molti dei “pezzi grossi” della economia Usa: “Cambiamo questa legge fiscale truccata - ha scritto la Warren - in modo che la “persona dell’anno" paghi effettivamente le tasse e smetta di scroccare a tutti gli altri".
Musk è andato su tutte e furie e ha reagito come già in passato. Prima ha deriso la ex candidata alla Casa Bianca storpiandone il nome in “Senator Karen” poi ha rincarato la dose. “Mi ricordi quando ero un bambino e la mamma arrabbiata del mio amico urlava a caso contro tutti senza motivo”. Per non farsi mancare  nulla, il magnate ha pubblicato anche un link a un articolo di Fox News, emittente notoriamente vicina al partito repubblicano, secondo il quale la parlamentare democratica avrebbe mentito sulla propria ascendenza nativa americana per beneficiare, in gioventù, di facilitazioni nella carriera.

Ironizzando poi sul passato della Warren - che per aiutare la famiglia da giovane ha lavorato come cameriera in un ristorante - Musk ha pubblicato un altro tweet nel quale “implora” la senatrice di “non chiamare il direttore per lui”.

Situazione tesa

Alcune settimane fa lo stesso ceo di Tesla si era duramente scontrato - sempre via twitter - con il senatore del Vermont Bernie Sanders e sempre per la richiesta di tassare gli “ultra ricchi”, ironizzando sulla sua età (80 anni) e scrivendo “mi ero scordato fossi ancora vivo”. Da quella polemica è nata poi la domanda che Musk ha fatto ai suoi seguaci su twitter chiedendo se avesse dovuto vendere una parte delle sue azioni del costruttore per pagare le tasse, promettendo di accettare qualsiasi risposta. Che è stata positiva. Finora, ha venduto titoli per 906 milioni di dollari

Sono ormai molti i parlamentari democratici che sostengono la necessità di una revisione della legge che consente - di fatto - a molti "super rich" di non essere sottoposti a nessun regime fiscale. Capofila di questo gruppo è il senatore democratico dell'Oregon Ron Wyden che ha più volte ribadito il suo sostegno a una tassa patrimoniale per i miliardari.

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