Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 16:01

Aniasa: "Lo sharing ha perso 100mila unità".

Carlo Cimini ·

La crisi dei chip e le incaute scelte della politica stanno rallentando i flussi di immatricolazione e la ripresa della mobilità a noleggio e in sharing nel nostro Paese, già duramente colpita dalla pandemia. Mancano all'appello oltre 100mila immatricolazioni per il settore.

Questi sono i principali messaggi emersi durante l'evento 'Next Mobility - Pay-per-use': il motore della transizione ecologica" promosso da Aniasa, l'Associazione che all'interno di Confindustria rappresenta il settore deell'autonoleggio e dei servizi di mobilità. Tra i relatori anche il professor Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio dei Conti Pubblici - Università Cattolica di Milano, il quale ha volutare dare un messaggio di speranza: “Le aspettative economiche sono legate all’andamento sanitario. Già nel primo trimestre del prossimo anno dovremmo raggiungere il livello di produzione del 2019: a parte alcuni settori che ancora soffrono, il peggio è passato”.

Ma non basta

"Servono misure concrete che equilibrino la fiscalità sull'auto aziendale con quella degli altri Paesi europei e che favoriscano il passaggio della proprietà all'uso dei veicoli", ha ribadito anche il presidente di Aniasa Massimiiano Archiapatti. Il settore, infatti, dopo aver fronteggiato nel 2020 gli effetti della crisi pandemica, sta vivendo in pieno la crisi dei semiconduttori e la conseguente assenza di prodotto che ha portato a una riduzione decisa delle immatricolazioni a noleggio: all'appello mancano oltre 100mila vetture (-23% rispetto al 2019) che il settore, per le diverse esigenze di mobilità turistica, cittadina e aziendale, sarebbe pronto a immatricolare nei prossimi mesi.

Nonostante questo, i dati relativi ai 9 mesi confermano una volta di più la valenza ambientale del settore a noleggio che, con i suoi different business (lungo, breve termine e car sharing), ha raggiunto una quota di immatricolazioni pari al 47% delle ibride plug-in e al 30% delle elettriche. Oltre 1 vettura elettrificata su 3 vendute nel nostro Paese è immatricolata da società di noleggio.

Crisi breve termine e car sharing

Il noleggio a breve termine, dopo aver vissuto un primo trimestre difficile e una parziale ripresa nei mesi estivi, grazie soprattutto al turismo, ora fronteggia l'onda lunga della crisi dei chip che sta bloccando i flussi di immatricolazione. Il settore nei primi 9 mesi ha registrato il 56% di noleggi in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e un giro di affari ridotto del 37%. Gli operatori del rent-a-car stimano un ritorno ai livelli pre-pandemia solo nel 2023/24, anche a causa del ricorso allo smart working complice della parziale riduzione della mobilità cittadina.

La ripresa del noleggio a lungo termine

Il noleggio a lungo termine, forte della stabilità del business su contratti pluriennali e della continua espansione anche nel mercato dei privati, ha consolidato la crescita del giro di affari dei primi mesi raggiungendo i 4,3 miliardi di euro (+4% rispetto al 2019). La crisi dei chip ha frenato le immatricolazioni (-4,7%), ma la flotta è continuata a crescere (+10% e a quota 977mila veicoli).

Una mano da Oriente?

"La crisi dei chip - osserva Massimiliano Archiapatti, presidente di Aniasa - sta rallentando ulteriormente il ricambio del nostro parco circolante, con oltre il 30% di veicoli ante Euro 4. Sconcerta l'assenza di una strategia governativa che accompagni la transizione ecologica della mobilità. Il noleggio già oggi costituisce un elemento strategico di questa rivoluzione green, grazie a una flotta di ultima generazione, a una quota crescente di auto elettriche ed elettrificate e a un usato giovane, sostenibile e sicuro. Senza un cambio di strategia, le imprese di noleggio saranno costrette ad aprire fortemente ai costruttori cinesi. Un trend che, una volta avviato, sarà difficilmente reversibile".

Cosa fare

“La definizione di condizioni favorevoli per la diffusione del car sharing nelle nostre città, il riallineamento della penalizzante fiscalità nazionale sull’auto aziendale agli standard europei e un bonus strutturale sull’acquisto di auto nuove e usate di ultima generazione, che consenta di raggiungere classi sociali con minore capacità di spesa. Queste sono le mosse che ci si attenderebbe da una politica accorta e attenta”, ha concluso così il suo intervento Archiapatti.

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