Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 13:53

F1, il quasi addio di Honda.

Paolo Borgognone ·

Ritirarsi da campioni, portandosi via il trofeo proprio all’ultimo giro, dopo una serie di annate tra alti e bassi e difficoltà che parevano insormontabili. E’ lo strano destino di Honda che ha vinto il titolo in F1 con Max Verstappen e la Red Bull proprio in quella che dovrebbe essere l’ultima gara, visto l’annuncio del ritiro dalla competizione dato a ottobre 2020.

Diciamo dovrebbe perché in realtà la situazione è diversa. A partire dalla stagione 2022, infatti, il costruttore giapponese non sarà più impegnato ufficialmente in F1, ma le sue power unit rimarranno comunque in gara sulle Red Bull e Alpha Tauri. Le regole che scatteranno col via al prossimo campionato, infatti, parlano di propulsori di fatto “congelati” fino al 2026. In questo periodo saranno possibili solo piccoli aggiustamenti, per cui Honda continuerà a fornire assistenza ai due team.

Il tutto in attesa dell'ulteriore rivoluzione, prevista per il 2026 e che potrebbe essere sancita dal prossimo, imminente, consiglio mondiale dello sport FIA in programma a Parigi alla fine di questa settimana. Un nuovo cambio di paradigma che potrebbe portare all’ingresso in F1 di altri grandi nomi dell’industria automobilistica, da Porsche a Audi.

Una lunga storia

Dopo aver lasciato il circus nel 1992, Honda è rientrata in F1 nel 2015 e da allora ha vinto 17 delle 141 gare disputata con 13 pole position e 49 podi totali.

Complessivamente dal suo debutto nel 1964 il marchio ha conquistato 89 vittorie, 6 titoli piloti (l’ultimo nel 1991, il secondo di Ayrton Senna) e altrettanti come costruttore e cui si aggiunge ora quello di Max Verstappen vinto all’ultimo respiro ad Abu Dhabi.

"Honda  - ha detto il direttore tecnico della squadra per la F1, Toyoharu Tanabe -  ha iniziato l’attuale progetto nel 2015 e fin dall'inizio, vincere il campionato è sempre stato il nostro obiettivo. Abbiamo messo molto impegno, sfidando noi stessi ogni giorno per migliorare e ora abbiamo raggiunto l’obiettivo. Purtroppo, abbiamo perso il titolo costruttori, ma siamo ancora più felici che con Max abbiamo vinto il titolo piloti. A nome della Honda, vorrei ringraziare tutti alla Red Bull e alla Scuderia Alpha Tauri, così come i piloti con cui abbiamo lavorato dal 2015 e i fan che ci hanno sempre sostenuto. La nostra sfida in Formula 1 è finita con questa gara, ma l'esperienza che abbiamo acquisito alimenterà le tecnologie future di Honda e le nostre sfide continueranno".

Masashi Yamamoto Managing Director di Honda F1, ha invece dichiarato: “La gara di oggi segna la fine del progetto F1 di Honda. Siamo tornati in questo sport nel 2015 come fornitore di motori, attratti dalla tecnologia ibrida molto sofisticata. In questa ultima stagione abbiamo lottato con rivali realmente forti e siamo arrivati in cima grazie al duro lavoro di tutti i nostri ingegneri e meccanici, non solo quelli in pista. Siamo stati in grado di dimostrare la validità e l'efficacia della nostra tecnologia e le capacità della nostra forza lavoro. Naturalmente, non avremmo potuto raggiungere questi risultati senza il grande ruolo svolto dai nostri partner, Red Bull Racing e anche la Scuderia AlphaTauri, senza dimenticare la McLaren, con cui questa era è iniziata nel 2015 e tutti i piloti che hanno lavorato con noi. Il progetto è stato un successo perché lasciamo lo sport avendo aiutato Max Verstappen a vincere il campionato del mondo piloti. Honda ora passa a un'altra sfida, puntando a essere carbon neutral, facendo il miglior uso delle tecnologie e delle risorse umane sviluppate in Formula 1 mentre Red Bull Racing e Scuderia AlphaTauri proseguiranno a utilizzare una power unit di Honda. Ancora una volta, vorrei ringraziare tutte le persone coinvolte in questo progetto di F1 e i fan. Domo arigato”.

Tag

Alpha Tauri  · Ayrton Senna  · F1  · Honda  · Red Bull  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Odinzov

È il modello che segna l’uscita di scena della supercar giapponese lanciata nella seconda generazione nel 2016. Prodotta in 350 esemplari può segnare l'asfalto con 600 cavalli

· di Redazione

Il sette volte campione del mondo di F1 ha ricevuto a Windsor l’investitura ufficiale a “cavaliere”. E’ il quarto nella storia dopo Jackie Stewart, Stirling Moss, Jack Brabham

· di Redazione

Ad Abu Dhabi il pilota olandese della Red Bull vince all'ultima curva la sfida con Lewis Hamilton e si laurea per la prima volta campione del mondo