Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 20:33

Ducati Panigale V4 2022, lavoro di fino.

Antonio Vitillo ·

JEREZ DE LA FRONTERA - Per un modello di alto livello come la Ducati Panigale V4, l’evidenza degli affinamenti apportati alla versione 2022 arriva più netta dopo aver svolto un test in pista. Cosa che abbiamo fatto sulla pista andalusa di Jerez de la Frontera, non prima di aver notato i cambiamenti all’aerodinamica, ad esempio alle ali deportanti poste ai lati della carenatura, più piccole nella superficie e di diverso profilo, benché maggiore sia il carico che imprimono all’avantreno andando veloci.

Qualche cambiamento è stato apportato all’estetica: la parte bassa della carenatura è stata arricchita di feritoie di smaltimento del calore interno, la sella è più lunga e piatta, per agevolare gli spostamenti del bacino, mentre il serbatoio, nonostante accolga un litro in più di benzina – ora sono 17 – è più “conformato”, cioè le gambe lo cingono meglio nella fase di frenata, così da scaricare più le braccia dal contrasto all’avanzamento.

Al 4 cilindri di 1.103 centimetri cubici cresce la potenza di 1,5 cavalli, il picco è ora di 215,5, e migliora l’erogazione, a soli 6.000 giri si dispone di 100 dei 124 newtonmetri, che sono valore massimo della coppia motrice. L’elettronica è stata migliorata, i parametri, già di livello evoluto, sono più facili da regolare nell’intervento, si possono memorizzare in relazione alla pista sulla quale si intende girare. E ci sono nuovi “riding mode”: con in mezzo varie mappe “race”, alla modalità “Full”, dove la potenza alla ruota arriva senza particolari filtri, fa contrapposizione la “Low”, il taglio a 150 cavalli è utile a chi non abbia particolari esperienze di guida come circolando su strade aperte al traffico.

Quote e rapporti da Superbike

La Panigale V4 ispira la spaziatura del suo cambio a quello delle Ducati “factory” del Campionato del Mondo Superbike: la prima, la seconda e la sesta marcia si allungano. Ne beneficia l’inserimento e l’uscita delle curve più strette, prima delle quali è possibile sfruttare la precisione e fluidità del cambio elettronico, addirittura scalando fino al rapporto più basso, e aumenta la velocità di punta di 5 chilometri orari.

La Panigale V4 in versione S da noi provata montava la forcella Ohlins pressurizzata, la cui maggior escursione determina un migliore assorbimento delle imperfezioni dell’asfalto, oltre a donare un maggior comfort. Grazie allo spostamento in alto del perno del forcellone, sostanzialmente alla stessa quota delle moto ufficiali messe a punto per le competizioni iridate, la Panigale V4 mantiene un assetto neutro nella conduzione della curva, tanto da non sentire sensibili trasferimenti di carico verso il posteriore quando si apra il gas, cosa che agevola la possibilità di accelerare più decisamente in uscita.

Stabile nel veloce, agile nel lento

La Panigale V4 è moto che entusiasma, soprattutto se condotta fra i cordoli. Aiutati dall’equilibrio fra la parte ciclistica, il motore e l’evoluto pacchetto dei sistemi elettronici, l’evoluzione di questo modello diminuisce la richiesta di impegno fisico e mentale al pilota. Stabile andando veloci, complici anche il poco peso dichiarato a secco, che è di 175 chili, e le geometrie della ciclistica, la Panigale V4 mostra una buona agilità anche affrontando le curve più lente.

Fra gli accessori disponibili, è possibile acquistare un kit di potenziamento comprensivo di impianto di scarico Akrapovic; la potenza arriva a 228 cavalli, il peso diminuisce di 5 chili. Il cruscotto Tft adotta un’interfaccia simile a quella delle MotoGP, leggere e regolare i parametri di guida è veloce e intuitivo. Il prezzo della Ducati Panigale V4 è di 24.590 euro, nella variante S si arriva a 29.990 euro.

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