Ultimo aggiornamento  27 gennaio 2022 02:43

Audi 50, piccola di lusso.

Massimo Tiberi ·

In forte rilancio, alla fine degli anni Sessanta, il marchio Audi rafforza l’identità “premium” che lo distingue nell’ambito del gruppo Volkswagen. Un processo che si sviluppa con la 100 del 1968 e prosegue nel 1972 con la 80, mentre si pensa anche a un modello di fascia inferiore, comunque in grado di mettersi in evidenza per qualità di allestimenti rispetto a rivali come la Fiat 127 o la Renault 5.

Al Salone di Parigi del 1974 viene presentata la 50, una compatta due volumi tre porte, lunga 3,51 metri, originale nei tratti quasi da coupé definiti da Claus Luthe del centro stile interno con il coinvolgimento anche della Bertone.

Sorella minore

 I richiami della carrozzeria, in particolare nel frontale, guardano alle Audi più grandi, mentre nell’abitacolo si cerca di mantenere un certo tono, con finiture più curate nei confronti della media di categoria, finto legno sulla plancia e buone dotazioni. Lo spazio per i passeggeri, però, non è dei più ampi e il vano bagagli ha capienza limitata.

L’impostazione tecnica conferma quella ormai sperimentata con le altre auto del gruppo, che segue lo schema a trazione anteriore e, in questo caso, è stretta la parentela con la Volkswagen Golf lanciata qualche mese prima. Le sospensioni anteriori sono del tipo McPherson e il ponte posteriore è semirigido a ruote interconnesse, dischi per i freni anteriori e lo sterzo è a cremagliera.

I motori, a benzina, appartengono alla nuova generazione della famiglia tedesca: quattro cilindri, monoalbero a camme in testa, con cilindrate di 893 (solo su alcuni mercati) o 1.093 centimetri cubici e potenze fino a 60 cavalli, accoppiati ad un cambio a quattro marce sincronizzate. Piuttosto vivaci le prestazioni: le versioni di punta, con un peso del corpo vettura inferiore ai 700 chili, superano i 150 chilometri orari di velocità massima e accelerano da 0 a 100 in 15 secondi, a fronte di consumi ridotti. Nel 1977 si aggiunge un 1.272 centimetri cubici ma senza andare al di là dei 60 cavalli.

Mercato difficile

Nonostante caratteristiche e comportamento su strada di livello, la 50 non riesce a trovare uno spazio commerciale adeguato alle previsioni. La formula della compatta “premium” non si è ancora affermata e il costo elevato incide sulle scelte della clientela. In Italia, il prezzo della piccola Audi parte da oltre 2,6 milioni di di lire, 600mila in più rispetto alla Fiat 127 e più alto anche nei confronti di una Golf.

Tra l’altro, nel 1975 viene lanciata la Volkswagen Polo con la stessa carrozzeria, semplificata negli equipaggiamenti e con motore di 895 centimetri cubici da 40 cavalli ma assai più economica e tutto sommato rivale competitiva per la pretenziosa “cugina”. La produzione della 50 cessa dunque già nel 1978 dopo soltanto 180mila esemplari costruiti e il “flop” si fa sentire nelle scelte successive della casa dei Quattro Anelli che farà passare molto tempo per tornare sul tema della vettura compatta.

Nel 1999 ci proverà con la sofisticatissima monovolume A2 in alluminio, anche in questo caso senza risultati favorevoli. Nel 2010 arriva invece la A1, che possiamo considerare la vera erede della 50, tutt’ora in campo nelle più recenti varianti Sportback a cinque porte e crossover Citycarver.

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