Ultimo aggiornamento  30 gennaio 2023 21:22

Ferrari 408 4RM, la Rossa 4X4.

Massimo Tiberi ·

Ferrari rivoluzionaria, la FF presentata nel 2011 sorprende per la carrozzeria shooting brake e in particolare per la scelta tecnica della trazione integrale. E’ la prima volta che un modello di serie della casa di Maranello adotta un sistema 4x4, ma in realtà un interessante e creativo esperimento era stato tentato già nel 1987 con il prototipo 408 4RM, autentico laboratorio di soluzioni innovative senza seguito produttivo, pur avendo dimostrato qualità eccellenti sotto vari profili.

Il progetto avviato da Mauro Forghieri, quando ormai l’ingegnere è in procinto di lasciare l’azienda dopo aver dato un contributo fondamentale ai successi in campo agonistico e non, sarà poi sviluppato dalla Ferrari Engineering diretta da Ferdinando Cassese.

Grande cura, anzitutto, viene dedicata alla realizzazione della struttura di base, calibrata anche per facilitare gli aspetti costruttivi, garantire flessibilità e non eccedere nei costi. La scocca è suddivisa in moduli e prevede una parte centrale in acciaio inossidabile destinata all’abitacolo ed eventualmente modificabile per diverse configurazioni, mentre i telai anteriore e posteriore utilizzano leghe leggere e sostengono la meccanica che segue lo schema con motore davanti al retrotreno.

La carrozzeria, lunga 4,22 metri, è composta da materiali plastici e nello stile si distingue nettamente dalle altre vetture del Cavallino: linea a tre volumi con andamento a cuneo fortemente aerodinamica (Cx di 0,27), proiettori omofocali a scomparsa, frontale basso e sottile, ampie prese d’aria laterali, cerchi ruota a stella e coda tronca con gruppi ottici rettangolari e alettone mobile integrato.

All’interno, due sedili avvolgenti, design essenziale e allestimento estremamente semplificato ma razionale (è pur sempre un prototipo), con la classica griglia di selezione del cambio sul tunnel e volante a tre razze rivestito in pelle.

Quanta ricerca

Originale anche lo studio che vuole evitare eccessive complessità per quanto riguarda la trazione integrale, adeguato comunque al rango di una granturismo ad alte prestazioni e che si rivelerà ben riuscito durante i test. Niente elettronica, due differenziali ZF e un giunto idraulico centrale con ripartizione della coppia prevalente posteriormente al 70 per cento, tra l’altro bloccabile manualmente all’occorrenza dal guidatore.

Le sospensioni, tutte indipendenti, a triangoli in alluminio hanno ammortizzatori regolabili e supporti elastici per attenuare le vibrazioni. Freni a disco con ABS e sterzo servoassistito completano un quadro sofisticato ma attento a qualche risparmio, pensato per una Ferrari dai numeri produttivi non necessariamente limitati.

Il motore, come da sigla 408 (RM si riferisce ovviamente alle 4 ruote motrici), è un otto cilindri a V aspirato, quattro litri di cilindrata, valvole a fasatura variabile e alimentazione ad iniezione, accoppiato ad un cambio a cinque marce. La potenza dichiarata di 300 cavalli è notevole ma le caratteristiche complessive dell’auto potevano spingere a numeri ben maggiori.

La sperimentazione, portata avanti per circa un anno, si ferma purtroppo a soli due esemplari realizzati e a Maranello la trazione integrale viene accantonata, mentre rivali come Porsche e Lamborghini non ne trascureranno la validità, creando modelli apprezzati e di altissimo profilo. Oggi il tabù è definitivamente superato, nell’attesa anche di un suv con il marchio del Cavallino Rampante.

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