Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 06:33

Tesla, “no grazie” alle sovvenzioni europee.

Redazione ·

Tesla preferisce andare avanti per conto proprio con la costruzione della fabbrica di batterie che affiancherà il nuovo impianto che sta realizzando in Germania. Anche se questo significa rinunciare al finanziamento pubblico (che può arrivare anche al 40% della spesa complessiva) previsto dalle leggi europee per le aziende extra europee che realizzano impianti di questo genere all’interno dell’Unione. La decisione comporta, in pratica, dire di no a un aiuto che avrebbe potuto essere di 1,1 miliardi di euro.

La notizia è stata confermata direttamente Peter Altmaier, ministro dell’economia del governo uscente di Berlino. A fronte del boom della domanda di accumulatori per le elettriche e dell’ormai imminente (così sperano almeno quelli di Tesla) via libera alla costruzione delle nuove autovetture nell'adiacente stabilimento di Grunheide, il costruttore Usa ha preferito procedere per conto proprio senza aspettare ulteriormente la complessa macchina burocratica di Bruxelles. Tanto da ritirare la richiesta di sovvenzioni a suo tempo presentata.

Problemi di burocrazia

La fabbrica che Tesla sta facendo sorgere per rifornire di accumulatori le sue elettriche nascerà a poca distanza dalla gigafactory che il costruttore californiano (oggi con sede in Texas) ha realizzato non lontano dall’aeroporto di Berlino.

Nonostante sia stata già inaugurata con un evento aperto alla popolazione dei dintorni alcune settimane fa, la fabbrica non ha ancora ottenuto dalle autorità locali il via libera definitivo, tanto che non è ancora sicuro che la produzione possa partire entro la fine dell’anno, come sperava Elon Musk. Il ceo di origine sudafricana ha più volte denunciato la complessità della macchina dei permessi in Germania.

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