Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2022 19:16

Anni '90, quelle stradali dal gusto endurance.

Valerio Antonini ·

Con il debutto nel 2021 della categoria “hypercar” nel WEC (il campionato del mondo endurance) ci si aspettava di assistere al ritorno di auto stradali imparentate con i corrispettivi bolidi da corsa, come quelle che hanno acceso l'entusiasmo degli appassionati negli anni '90, ai tempi delle sfide nel campionato BPR e nel successivo FIA GT. Il nuovo regolamento hypercar, a differenza del precedente LMP1, consente infatti l’iscrizione sia a vetture derivate da modelli di serie, che a prototipi realizzati appositamente per le corse.   

La maggior parte dei costruttori però sta preferendo affidare ai team sportivi vetture esclusivamente da competizione, piuttosto che progettare auto dalla doppia finalità. Toyota - per esempio - aveva annunciato all’inizio dell’anno di voler costruire una stradale della sua vittoriosa hypercar GR010 Hybrid, ma adesso ci ha ripensato per i costi eccessivi. Anche Peugeot ha escluso la possibilità di vedere su strada la nuova 9x8 Hypercar, ibrida da oltre 950 cavalli complessivi. Ferrari, che tornerà nella massima serie dell'endurance dal 2023, potrebbe essere la prima a creare un corrispettivo stradale della sua hypercar, ma il programma agonistico è ancora top-secret.

Così - nell’attesa di novità - ci accontentiamo di ripercorrere la storia di tre leggendarie auto da corsa (con la targa) del passato. Parliamo della Mercedes CLK GTR, della Porsche 911 GT1 e della McLaren F1, automobili talmente rare che oggi hanno raggiunto valutazioni esorbitanti.   

Pronta in soli 4 mesi  

La Mercedes CLK GTR è stata concepita come vettura da competizione per il Campionato FIA GT, di cui dominò la stagione 1997. In un secondo momento furono introdotte anche le versioni coupé e roadster omologate per l'uso stradale e prodotte in 20 esemplari. La divisione AMG di Mercedes stava modificando la nuova sportiva coupé CLK per renderla conforme al regolamento ITC, ma abbandonò il progetto dopo la repentina soppressione del campionato DTM. Stavano nascendo in quel periodo le emergenti “BPR Global GT Series”, alle quali già partecipavano marchi del calibro di Ferrari, Porsche e McLaren. Così AMG - per competere nella classe GT1 del mondiale GT - realizzò in soli 4 mesi un modello completamente nuovo che, per questioni di marketing e tempistiche, richiamava sempre la CLK sia nell’estetica che nel nome. La vettura - con carrozzeria in fibra di carbonio - era realizzata su un telaio monoscocca e portava in dotazione caratteristiche tipicamente racing, come le sospensioni a doppi triangoli sovrapposti e ammortizzatori di tipo pull-rod da Formula 1.   

Il cuore pulsante della versione stradale della CLK GTR era un propulsore V12, 4 valvole per cilindro da 6 litri e oltre 600 cavalli, proposto in abbinamento a una trasmissione sequenziale a 6 rapporti. La variante da competizione aveva un motore leggermente più compatto sotto il limite di 6.000 centimetri cubici imposto del regolamento della competizione. Si tratta di un pezzo da collezione dalle valutazioni esorbitanti: l’esemplare numero 9 di 20 è stato battuto all’asta dalla casa Gooding & Company a cifre vicine ai 10 milioni di euro.   

Sfortunata in pista, rarissima su strada  

Nel 1995 Porsche fece debuttare una nuova auto da corsa, la 911 GT1, creata per conquistare la 24 Ore di Le Mans del 1996. Solo una parte del telaio era derivata da quello della 911 stradale contemporanea (serie 993), mentre per il resto si trattava di una vettura creata partendo da un foglio bianco: progettata da Norbert Singer, era spinta da un 3.2 litri boxer turbocompresso raffreddato ad acqua (la 993 utilizzava ancora il raffreddamento ad aria) da 600 cavalli, montato in posizione posteriore-centrale piuttosto che a sbalzo, come sulla normale 911. L'auto e le sue successive evoluzioni (911 GT1 Evo) ebbero una storia agonistica non troppo felice: il loro principale risultato fu la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1998, che tuttavia arrivò nel momento giusto, dal momento che avvenne nel 50esimo anniversario della Casa di Zuffenhausen.

Porsche sviluppò una versione stradale della 993 GT1 e della 996 GT1 (o GT1 Evoluzione) per poter ottenere l'omologazione di classe della 911 GT1. Trattandosi di vetture che non avevano grandi legami con i modelli di produzione, la denominazione in serie è solo indicativa. Ad ogni modo, della prima versione (993) sono stati realizzati solamente 2 esemplari - dall’inestimabile valore - mentre della seconda (996), anche conosciuta come Evo, ne esistono 21 unità. Il 6 cilindri che alimentava la stradale fu depotenziato rispetto alla sorella da pista a 544 cavalli così da rientrare nelle normative europee sulle emissioni. La 911 GT1 “Straßenversion”, con un peso di soli 1.150 chili poteva raggiungere prestazioni importanti: scatto da 0 a 100 in 3.5 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente di 310 chilometri orari.

Andando a rileggere gli almanacchi Porsche, l’ultima GT1 del 1998 venne prodotta nelle sole 4 auto schierate alla 24 Ore di Le Mans. Nonostante ciò risulta anche un esemplare unico con targa tedesca “BB-GT1-98”. Potrebbe essere una delle 4 gemelle da pista, omologata come stradale alla fine della sua carriera sportiva, oppure un veicolo utilizzato come prototipo e immatricolato successivamente. In ogni caso il modello è esposto al Porsche Museum di Stoccarda, quindi non ha prezzo. Per le altre unità esistenti arriviamo sempre a cifre esorbitanti: una GT1 del 1998 è stata battuta all’asta da James Edition tramite la casa BTC Auction Cars a oltre 10 milioni e mezzo di euro.

Tecnologia da Formula 1 per McLaren

Alla fine degli anni '80, la scuderia McLaren decise di impegnarsi nella produzione di una vettura sportiva stradale dalle caratteristiche e dalle prestazioni estreme, leggera come una monoposto. A differenza di Porsche e Mercedes, quindi, la McLaren F1 non era la derivata stradale di un'auto da corsa, bensì il contrario (la F1 GTR era la variante da competizione della supercar). Il comparto tecnico venne affidato al progettista di Formula 1 Gordon Murray, che mise a punto una vettura Gran Turismo tre posti dal peso di circa 1.100 chili, dalle performance eccezionali (627 cavalli nella configurazione base grazie al potente motore V12 realizzato appositamente da Bmw)

Il modello - prodotto in 64 esemplari stradali - venne presentato al pubblico a Monte Carlo il 28 maggio 1992, mentre la prima vettura di serie fu consegnata nel dicembre 1993. Con una velocità massima di 386.7 chilometri orari la McLaren F1 rimane una delle auto stradali con motore aspirato più veloce mai costruita. Nonostante queste prestazioni estreme, l'auto era anche in grado di assicurare ai passeggeri un ottimo comfort a bordo (oltre a una discreta capacità del doppio vano bagagli), qualità quasi "sconosciute" per le supercar dell'epoca. Nel corso dell'asta Pebble Beach Auction di Gooding & Company che si è tenuta lo scorso agosto, una McLaren F1 è stata venduta al prezzo impressionante di oltre 18 milioni di euro.  

Pur non essendo stata concepita per le corse, su richiesta di alcuni clienti McLaren realizzò una versione da competizione della F1, denominata F1 GTR e prodotta in 28 esemplari. Vista la già ottima base di partenza, la GTR non ricevette grandi modifiche rispetto alla stradale, a parte le soluzioni necessarie per la sicurezza del pilota e un propulsore limitato a 600 cavalli, per rispettare i regolamenti tecnici. La vettura stravinse al debutto nel 1995, ottenendo primo, terzo, quarto e quinto posto alla 24 Ore di Le Mans e vincendo il titolo nel campionato BPR GT, con 10 gare conquistate su 12.

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