Ultimo aggiornamento  02 luglio 2022 01:49

Giovannini, "la transizione energetica è un'opportunità".

Redazione ·

Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini è intervenuto a chiusura della 75esima Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata oggi a Roma dall’Automobile Club d’Italia nella quale si è discusso proprio delle priorità per il futuro della mobilità in un momento di grandi trasformazioni.

Giovannini ha parlato della transizione energetica come di un “tema divisivo rispetto al quale è difficile avere un atteggiamento neutrale” ma ha anche detto in proposito: “il dado è tratto”. Non ha senso, secondo l’esponente del governo, rifiutare il cambiamento che - comunque - “non avviene in un giorno e neanche in 10 anni. Il 2030 è una tappa, così come lo stesso 2050 - anno nel quale dovrebbe compiersi la decarbonizzazione - saranno momenti intermedi verso il futuro”.

Nel suo intervento, il ministro ha ovviamente elencato le difficoltà ma anche le opportunità che questi tempi - da lui definiti “interessanti “ prospettano e rivendicato che l’attività del governo sia improntata soprattuto a equilibrare le spinte in avanti che devono esserci ma senza cadere nella irrazionalità. Quindi, parlando di veicoli a batteria, l'incentivazione all'acquisto deve andare di pari passo con la crescita infrastrutturale delle postazioni di ricarica per evitare "disillusioni".

Il tutto ricordando che “prima applichiamo la transizione e meglio è” anche per non trovarci ad avere tergiversato troppo, lasciando campo libero a chi abbia avuto maggiore iniziativa imprenditoriale, garantendo nello stesso momento a quelle industrie che devono adeguarsi ai nuovi tempi di avere il tempo e il modo ottimale per farlo, salvaguardando l'occupazione.

Cambiare l’approccio

Parlando in senso più generale, il ministro ha sottolineato come la concezione stessa dell’automobile sia cambiata. “Oggi è molto meno uno status symbol”, ha detto, ribadendo che uno degli elementi da considerare è proprio il differente approccio delle giovani generazioni alla mobilità rispetto alle precedenti. E l’obiettivo deve essere quello, nello sforzo di accogliere questa istanza sociale, di avere non solo in futuro auto meno inquinanti ma “meno auto, ripensando "i tempi di vita delle persone e l’allocazione dei posti di lavoro” per non ritrovarci “anche domani imbottigliati nel traffico come succede ora”. Per questo va data importanza crescente (e anche fondi ha sottolineato il ministro) al trasporto pubblico locale e alle forme di integrazione tra diversi sistemi del settore della mobilità.

Toccando poi un tema già al centro della discussione della 75esima Conferenza del Traffico e della Circolazione, Giovannini ha parlato della necessità di procedere all svecchiamento del parco circolante, convenendo che questo passaggio - che non può fare a meno di interventi legislativi da parte dell’esecutivo - sia fondamentale non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello della sicurezza. In particolare “per le persone fragili sulla strada, come i ciclisti e i pedoni”. Un discorso - ha concluso il ministro - che coinvolge inevitabilmente lo sviluppo di sistemi sempre più avanzati e tecnologicamente utili di guida robotizzata.

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