Ultimo aggiornamento  30 novembre 2022 07:04

Germania, il nuovo governo piace all’auto.

Paolo Borgognone ·

Dopo settimane di febbrili trattative, il nuovo governo tedesco, frutto della cosiddetta “coalizione semaforo“ tra Spd, Verdi e Fdp sta per essere varato. Rispetto alle convulse settimane della campagna elettorale, i piani sono ora più chiari e il settore automotive, fondamentale in Germania e al centro di molte delle azioni previste dal nascente esecutivo di Berlino, li accoglie favorevolmente.

Le novità

Il prossimo primo ministro Olaf Scholz - che sostituirà Angela Merkel - ha sciolto nelle scorse ore alcuni dei nodi che ancora rimanevano sulla strada della stesura del programma di lavoro. Tra le principali decisioni prese, confermato lo stop a partire dal 2035 della vendita di autovetture non a zero emissioni, in linea con le scelte di Bruxelles, anche se non è escluso che la situazione in Germania "possa diventare favorevole anche prima di quella data". Gli incentivi per l’acquisto di veicoli a batteria rimarranno “invariati” almeno fino al 31 dicembre 2022, per poi essere cambiati e “premiare” le auto che offrano l’autonomia elettrica minima più alta. A metà del 2023 gli ibridi dovranno - come minimo - poter circolare per 80 chilometri senza l’uso della propulsione endotermica.

Entro il 2030 la Germania dovrà avere 1 milione di colonnine e 15 milioni di mezzi a zero emissioni in circolazione. Crescerà esponenzialmente anche la quota di energia "pulita" utilizzata per dare la carica a questo esercito di automobili "verdi". Cancellato, almeno per ora, se ne riparlerà tra quattro anni, il progetto di istituire un limite di velocità su tutte le “autobahn” del Paese. Prevista, infine, la possibilità di iniziare a 16 anni la “guida accompagnata”, per consentire ai neo patentati di avere più tempo per imparare a guidare in sicurezza.

Le reazioni

I manager delle grandi Case tedesche hanno espresso commenti positivi sui programmi dell’esecutivo.

“Accogliamo con favore - recita una nota di Bmw - il chiaro impegno del nuovo governo federale di accelerare l'espansione delle infrastrutture di ricarica, in particolare per la parte dedicata al focus sulla rete veloce. L'accesso non limitato alle colonnine pubbliche e l'espansione in anticipo sulla domanda sono i fattori decisivi per il successo della mobilità elettrica e la crescente accettazione da parte dei clienti. Anche l'impegno per ambiziosi obiettivi di crescita a livello europeo è un segnale importante e corretto”.

Da parte sua il ceo di Daimler Ora Kaellinius ha detto: “Quando ho dato la prima occhiata all'accordo di coalizione, mi è piaciuto il suono di tre numeri: 15 milioni di auto elettriche, 1 milione di punti di ricarica e l'80% di energia rinnovabile. Questi sono tre obiettivi specifici per il 2030 che sosterranno la trasformazione dell'industria automobilistica nel decennio. E corrispondono alla nostra strategia aziendale. In questo modo, ancora più auto possono diventare elettriche e davvero verdi. Maggiori investimenti, procedure di approvazione più veloci e un “risveglio digitale” nello stato, nell'economia e nella società ci faranno bene. Per andare avanti abbiamo bisogno di proteggere il clima e migliorare la competitività”.

Altre voci

Positivi - ma sempre cauti - anche i commenti di altre realtà della società tedesca. Gerhard Hillebrand, vice presidente dell’Adac - il potente Automobile Club tedesco con oltre 18 milioni di soci - si è soffermato sulla necessità che le nuove disposizioni debbano andare nella direzione di una compensazione sociale, che non si creino quindi squilibri tra fasce di popolazione. Il manager ha anche espresso il plauso della sua organizzazione per la proposta di anticipare a 16 anni il momento in cui si potrà mettersi al volante, anche se accompagnati da un adulto, in quanto “si raddoppia il periodo di apprendimento e si riducono i rischi di incidenti favorendo una maggiore esperienza alla guida”.

Leonhard Birnbaum, infine, ceo della società energetica E.On, ha dichiarato: “La crescente attenzione verso la politica sul clima presente nell'accordo di coalizione è importante. Siamo lieti che la politica riconosca il grande valore delle infrastrutture di rete come spina dorsale della transizione energetica,  soprattutto per quanto riguarda il finanziamento e le condizioni di investimento".

Tutti i commenti esprimono poi gradimento anche per la probabile nomina di Volker Wissing - già vice presidente del Land della Renania Palatinato - che dovrebbe diventare il nuovo ministro dei trasporti.

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