Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 02:21

Colonnine, Europa a due velocità.

Valerio Antonini ·

In Europa la diffusione delle infrastrutture per le auto elettriche sta viaggiando a ritmi differenti. Infatti, secondo i dati Acea - l’associazione europea dei costruttori - dei circa 225mila punti di ricarica disponibili nel territorio dei 27 stati membri dell’UE, quasi il 30% è dislocato in Olanda (66mila), il 20.4% in Francia (45mila) e il 19.9% in Germania (44mila). In pratica, questi tre Paesi - che coprono il 23% della superficie geografica europea – contano da soli oltre il 70% di tutte le colonnine presenti nel Vecchio Continente.

Seguono (distanti) l’Italia, con 13mila punti di ricarica - che rappresentano il 5.8% del totale - e la Svezia (10mila, 4.6%). Nel resto d’Europa la capillarità delle infrastrutture è troppo bassa per stare al passo con la transizione elettrica. La Romania, per esempio, che è quasi 6 volte più estesa dell’Olanda, conta meno di 500 stazioni di ricarica per auto a batteria, appena lo 0.2% del totale. Tra i 5 Paesi con meno colonnine, In Grecia ci sono circa 275 punti di ricarica, in Bulgaria 190, in Lituania 170. 

Ricarica veloce, una rarità

Uno dei dati tecnici più rilevanti per un’auto elettrica è il tempo necessario per ricaricare le batterie. Per la così detta “fast charge” a corrente continua si parla di una potenza superiore ai 22 kilowatt, mediamente standardizzata per arrivare fino a 150 kilowatt. Nella realtà dei fatti però, “le colonnine in grado di ricaricare i veicoli elettrici a velocità del genere sono poche, circa il 10% del totale, mentre le altre sono prese di corrente a bassa capacità o addirittura simili a quelle domestiche” afferma l’Acea.

A inizio novembre, sul tema era intervenuto anche Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’associazione, il quale ha specificato che "per convincere più cittadini a passare alle auto elettriche dobbiamo limitare al massimo tutti i problemi associati all'ansia da ricarica. Le persone devono constatare quotidianamente la presenza sempre più capillare di colonnine veloci e facili da usare, come un normale distributore di carburante”.

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