Ultimo aggiornamento  28 novembre 2021 19:35

Audi, un prototipo ibrido per la Dakar.

Redazione ·

La tecnologia ibrida di Audi alla conquista della Dakar, la competizione motoristica forse più difficile e tosta del mondo, la cui 44esima edizione partirà il 2 gennaio prossimo in Arabia Saudita per concludersi il 14 dello stesso mese. La Casa tedesca presenta a questo appuntamento il prototipo ibrido RS Q e-tron a trazione integrale, sviluppato nel corso di 12 frenetici mesi per arrivare a sfidare la concorrenza sulle sabbie del Golfo Persico. Una sfida figlia dell’esperienza che ha portato Audi a essere – con la R18 e-tron del 2012 – il primo costruttore a vincere la 24 ore di Le Mans proprio con una vettura ibrida.

La RS Q e-tron è caratterizzata da tre motori elettrici, derivati dalla e-tron FE07 di Formula E. Due sono dedicati alla trazione, mentre il terzo funge da generatore per caricare la batteria. La vera novità sotto il cofano, comunque, è rappresentata dal motore termico 4 cilindri turbo a benzina - lo stesso  impiegato nel  campionato Dtm - che qui lavora come “range extender” per fornire carica ulteriore all’accumulatore. Una scelta obbligata, hanno spiegato da Audi, visto che le lunghissime tappe della Dakar, si arriva anche a 800 chilometri, associate all’assenza di infrastrutture di ricarica, rende di fatto impossibile l’utilizzo della sola propulsione elettrica.

A proposito della batteria, quella in uso è stata realizzata in collaborazione con un partner specializzato e pesa circa 370 chilogrammi con una capacità di 50 kilowattora. Complessivamente la potenza erogata dal sistema ibrido della RS Q e-tron sviluppa una potenza di 680 cavalli.

Tra le caratteristiche peculiari della RS Q e-tron, un sistema di raffreddamento studiato appositamente e dedicato tanto ai propulsori a batteria che a quello tradizionale con sei sistemi di gestione termica, che comprendono anche l’intercooler e il condizionamento dell’abitacolo, quanto mai necessario nel deserto. La vettura è letteralmente “fasciata” da quattro chilometri di cavi.

Sicurezza sempre al primo posto

Tra le sfide che si affrontano nel gareggiare nelle condizioni della Dakar, ci sono anche quelle legate alla sicurezza, sia del mezzo che dei piloti. Audi utilizza una combinazione di acciai ad alta resistenza derivati dall’esperienza aerospaziale (in particolare per l’abitacolo e la struttura portante che devono essere in metallo per regolamento), ma anche alluminio, Kevlar e materiali in fibre composite. I sedili sono realizzati Cfrp (carbonio misto a poliuretano termoplastico) e simili alle sedute utilizzate nel Dtm e nell’endurance. La struttura a guscio è identica per tutti i piloti, mentre le imbottiture in spugna ad alta densità e i cuscini pneumatici sono su misura.

Il sottoscocca è stato rinforzato per proteggere la batteria e il serbatoio della benzina. All'interno dell'abitacolo, invece, Audi ha  integrato un monitor che segnala eventuali sbalzi di tensione: in caso di incidente e di sovraccarico l’intero sistema si spegne automaticamente e segnali acustici e visivi comunicano ai soccorritori lo stato di pericolo.

Attacco a tre punte

Dal punta di vista squisitamente sportivo, il team Audi alla Dakar 2022 potrà contare su un “dream team” al volante. A Stephane Peterhansel, il pilota più vittorioso di sempre nella competizione, e Carlos Sainz, che ha ottenuto tre successi assoluti ed è stato campione del mondo rally, si affianca Mattias Ekstrom, già sulle vetture dei quattro anelli nel Dtm per una lunghissima stagione tra il 2001 e il 2018 e successivamente impegnato nello spettacolare Fia World Rallycross.

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