Ultimo aggiornamento  27 novembre 2021 21:44

Giappone, raddoppiano gli incentivi.

Paolo Borgognone ·

Il Giappone raddoppierà gli incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici fino a una cifra superiore all'equivalente di 6.100 euro, mettendosi  alla pari con misure simili già attive sia negli Stati Uniti che in Europa, e sovvenzionerà le infrastrutture di ricarica. Lo scopo di questo sforzo economico è quello di porre il Paese al passo con le altre grandi economie avanzate per quanto riguarda l’elettrificazione.

Complessivamente, il governo del premier Fumio Kishida, entrato in carica all’inizio di ottobre, intende stanziare 37,5 miliardi di yen (pari a circa 292 milioni di euro) per le sovvenzioni in un bilancio supplementare per l'anno fiscale 2021, dedicandone 25 (oltre 190 milioni in valuta europea) all'acquisto di auto ecologiche.

Secondo le informazioni filtrate dagli ambienti ufficiali di Tokyo, il programma coprirà anche i veicoli a celle a combustibile e gli ibridi plug-in mentre gli altri ibridi sono esclusi. 

Serve uno scatto

Mentre in tutti i Paesi si adottano politiche per diminuire progressivamente l’utilizzo di combustibili fossili, Tokyo spera di accelerare l'adozione – finora lenta – dei  veicoli elettrici nel Paese.

Nei piani del governo c'è l'intenzione di rendere “ecologici” tutti i nuovi veicoli passeggeri venduti in Giappone entro il 2035. Ma questo obiettivo include finora gli ibridi, che rimangono modelli molto popolari mentre quelli a batteria hanno languito, con appena 15mila esemplari venduti a livello nazionale nel 2020. L’anno scorso le auto a zero emissioni hanno costituito meno dell'1% di tutte le nuove immatricolazioni. I 25 miliardi di yen ora stanziati potrebbero coprire incentivi per immetterne in strada altri 30mila.

Nell'Unione europea, dove gli ibridi sono considerati al di fuori degli obiettivi di elettrificazione, gli elettrici rappresentano più del 10% del mercato del nuovo.

Per i veicoli a celle a combustibile gli incentivi potrebbero arrivare fino a oltre 19mila euro (2,5 milioni di yen). Il bilancio stanzia anche l’equivalente di 46milioni di euro per nuove stazioni di rifornimento di idrogeno.

Questione ricarica

Secondo gli osservatori, un freno alla diffusione delle auto elettriche in Giappone è dato dalla scarsità delle infrastrutture di ricarica. Il Paese aveva 2,3 punti di rifornimento ogni 10mila abitanti alla fine dell'anno fiscale 2020, rispetto ai 6,9 della Francia.

Il programma nazionale prevede di dotarsi di 150mila colonnine entro il 2030, rispetto alle attuali 30mila. Un primo investimento di circa 50 milioni di euro è stanziato nel nuovo bilancio supplementare, anche se questi fondi serviranno a realizzare solo poche migliaia di stazioni di rifornimento elettrico. Fonti vicine al governo hanno comunque rivelato che anche il Giappone potrebbe in futuro adottare misure simili a quelle contenute nel programma “Build Back Better” - appena approvato dal parlamento americano - che ha stanziato 7,5 miliardi di dollari per costruire 500mila punti di ricarica nei prossimi anni.

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