Ultimo aggiornamento  28 novembre 2021 19:01

Italiani ancora indisciplinati alla guida.

Marina Fanara ·

Sono ancora tanti gli italiani che alla guida non allacciano le cinture, non assicurano i bambini ai sistemi di ritenuta e usano il cellulare in maniera impropria e pericolosa. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Anas (la società pubblica delle nostre strade, comprese le autostrade non a pedaggio) sui comportamenti errati degli automobilisti.

La ricerca, realizzata dallo Studio Righetti e Monte Ingegneri e Architetti Associati con il contributo dell'Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha analizzato i comportamenti di 6mila automobilisti in viaggio lungo tre differenti tipologie di strade e autostrade gestiti da Anas: A90 Grande Raccordo anulare di Roma, strada statale 336 della Malpensa e statale 700 della Reggia di Caserta. Lo studio è stato presentato durante il convegno "Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime" organizzato da Anas in occasione della giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada del 22 novembre.

Cattive abitudini

In dettaglio, stando all'indagine, il 28,38% dei conducenti non allaccia le cinture, percentuale che sale al 31,87% se riferita al passeggero anteriore e addirittura all' 80,12% per quanto riguarda i sedili posteriori. Più preoccupante il dato relativo alla sicurezza dei bambini: il 49,47% degli adulti non utilizza i seggiolini o altri dispositivi di ritenuta per la salvaguardia dei piccoli a bordo.
E ancora, oltre la metà del campione (55,63%) non accende le luci, in particolare le frecce per il sorpasso o rientro (76,46%), per l'entrata (59,20%) o uscita (43,71%) da rampa. Quanto al cellulare, un automobilista su dieci (12,41%) non rispetta le regole stabilite dal Codice della strada (come l'obbligo degli auricolari). Secondo i ricercatori, su tali comportamenti pesano anche alcuni fattori psicologici che determinano una inadeguata percezione del rischio che aumenta la probabilità di un incidente stradale.

"Fotografia chiara"

"Questo studio ci ha restituito una chiara fotografia dei comportamenti e delle abitudini delle persone alla guida, consentendo di identificare e analizzare in maniera scientifica i fattori di rischio. Si tratta di dati preziosi che metteranno in grado l'Anas di poter progettare e avviare concrete campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale centrate sui principali fattori di rischio emersi nell'indagine", spiega Franco Righetti, della Righetti e Monte Ingegneri e Architetti Associati.

L'obiettivo di Anas è ridurre del 50% le vittime di incidenti stradali entro il 2030 con un piano strategico, già avviato, che agirà su più fronti. Innanzitutto, maggiori investimenti per la manutenzione programmata (da quest'anno le risorse salgono a 15,9 miliardi, il +44% rispetto al passato), a seguire l'adeguamento e messa in sicurezza della rete anche attraverso pavimentazioni sempre più performanti, il potenziamento del progetto smart road (le strade intelligenti determinanti per la guida autonoma e connessa), lo sviluppo delle green lights per una illuminazione più efficiente, la realizzazione di barriere di sicurezza di ultima generazione e la promozione di una cultura della sicurezza stradale (ricordiamo che il 93% degli incidenti e causato dal comportamento del guidatore).

A proposito di sensibilizzazione, la nuova edizione della campagna di sicurezza stradale Anas “Quando guidi, guida e basta”, orienterà il messaggio all'utilizzo delle cinture di sicurezza, uno dei principali fattori di rischio emersi dall'indagine e che ancora una volta ci allontana dalla media europea: il 90% degli automobilisti comunitari infatti indossa le cinture anteriori e ben il 71% dei passeggeri quelle posteriori.

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