Ultimo aggiornamento  28 novembre 2021 19:25

ACI, torna l’allarme incidenti (+31,3%).

Redazione ·

Tornano a crescere in Italia incidentalità e mortalità stradale, dopo la flessione del 2020 dovuta in parte almeno alle restrizioni alla circolazione per la pandemia. Secondo i dati ACI-Istat, nei primi sei mesi del 2021 si è registrato un incremento degli incidenti con lesioni (+31,3%), vittime (+22,3%) e feriti (+28,1%). Dal 1 gennaio al 30 giugno si sono verificati 65.116 sinistri (360 al giorno) che hanno causato 1.239 morti (7 ogni 24 ore) e 85.647 feriti (in media 473 al dì).

La risalita dei numeri è particolarmente significativa sulle autostrade dove, nel 2021, si è verificato il 50% dei casi in più, mentre nelle città e lungo le strade extraurbane la crescita è stata tra il 17 e il 20%. Un segnale almeno parzialmente positivo si ottiene invece se si confrontano i dati attuali con quelli del triennio 2017/2019, quindi in periodo pre-pandemico: il calo rispetto ad allora è del 22,5% per gli incidenti con un -19,8% per le vittime e feriti a -27,6%.

Effetto virus

La pandemia ha condizionato anche l’incidentalità stradale nella prima parte dell'anno a cui si riferiscono i dati ACI-Istat. Solo nei mesi di gennaio e febbraio, però, si è registrata una diminuzione di sinistri e infortunati rispetto al 2020, quando ancora il Paese era in lockdown. Nel periodo marzo-giugno, viceversa, i valori sono cresciuti sensibilmente.

Analogo andamento ha riguardato la percorrenza media dei veicoli che - nel periodo da gennaio a giugno 2021 - è aumentata in autostrada del 24%. Sulle strade extraurbane, mentre nei primi 2 mesi dell’anno si sono segnalate notevoli diminuzioni rispetto al 2020, a partire da marzo il traffico risulta in progressiva crescita. Una risalita che si stabilizza intorno al+ 5% nei mesi estivi.

"Maggiore accortezza"

"La prossima sfida - ha commentato il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani - è il decennio che ci attende fino al 2030 nel corso del quale dobbiamo arrivare a un ulteriore dimezzamento degli incidenti rispetto al 2020, con l'obiettivo finale della "Vision Zero", non più morti sulle strade entro il 2050. Nell'ultima decade siamo arrivati, in Italia ad avere il 42% di vittime in meno rispetto al 2010, meglio della media europea. Ma dobbiamo considerare che l'ultimo anno, con i lockdown, è stato particolare. Ora sulle nostra strade ci sono nuovi fattori, penso al maggiore utilizzo delle bici e soprattutto dei monopattini che richiedono la nostra attenzione e rispetto ai quali serve assoluta accortezza. Avremmo voluto che il governo facesse di più soprattutto per questi ultimi, chiedevamo obbligo di targa e assicurazione, così come serve una attenzione particolare per i pedoni - che vanno coccolati -  e per la terza età, visto l'invecchiamento della popolazione". 

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