Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 07:47

Volvo, voglia di crescere.

Edoardo Nastri ·

Un terzo polo produttivo per aumentare volumi e vendite in Europa. Secondo il magazine specializzato Automobilwoche, Volvo starebbe pianificando l’apertura di un nuovo impianto, probabilmente nel nord del Vecchio continente, per aumentare la sua capacità di realizzazione di modelli in modo da superare la quota di 1,2 milioni di veicoli costruiti all’anno entro il 2025.

Il costruttore svedese ha attualmente in Europa quattro stabilimenti. Per le auto ci sono la fabbrica di Torsland in Svezia - che ha raggiunto a maggio scorso la neutralità climatica grazie all’alimentazione da elettricità pulita e all’uso di un sistema di riscaldamento a impatto zero – e quella di Ghent in Belgio. I motori e la componentistica per l’Europa vengono realizzati in Svezia rispettivamente negli impianti di Skövde e Olofström. Fuori dal Vecchio continente Volvo ha tre fabbriche, una in Sud Carolina (Usa) e due in Cina a Chengdu e Daqing.

Una Volvo su quattro è elettrificata

I desideri di Volvo, che attualmente conta circa 700mila unità annue vendute, mirano all'espansione supportata dagli investimenti del gruppo proprietario Geely. Dall'acquisizione del 2010 la holding è riuscita a rilanciare il marchio svedese e l'apice è stata la quotazione alla borsa di Stoccolma lo scorso 29 ottobre per un valore di circa 18 miliardi di dollari.

Il merito, secondo il ceo Hakan Samuelsson, è anche dei piani di elettrificazione del brand che lo porteranno ad essere solo elettrico entro il 2030: “C'è un forte interesse del mercato verso i produttori di auto a batteria rispetto a quelli convenzionali. A maggior ragione porteremo avanti quanto abbiamo annunciato”. In Europa il trend è positivo, con un aumento delle consegne che ha superato nei primi 10 mesi dell’anno il 6% per 242.495 unità. Da inizio anno la crescita a livello globale è del 12,2% per 581.464 esemplari, e 1 veicolo su 4 venduto è dotato di motorizzazione 100% elettrica o ibrida plug-in.

Gli investimenti del costruttore svedese per la transizione mirano anche alla produzione di batterie. Nel 2026, infatti, verrà inaugurato in Svezia il primo stabilimento (capacità annuale fino a 50 gigawattora) nato dalla joint venture che Volvo ha con Northvolt. Prima di questo la società nata dai due gruppi inaugurerà il prossimo anno un centro di ricerca e sviluppo in materia di accumulatori.

Nuovi suv per il futuro 

Oggi le Volvo più vendute sono i suv (XC60, XC40 e XC90), per una gamma che si arricchirà ulteriormente di proposte a ruote alte in futuro, come la recente C40 Recharge. Il focus sull’elettrificazione porterà all’utilizzo delle piattaforme specifiche del gruppo Geely. La Concept Recharge svelata a giugno ha anticipato la prossima generazione della XC90 in arrivo tra il 2022 e il 2023 (solo elettrica) e rivelato alcune caratteristiche dello stile peculiari e l’utilizzo per la guida semi autonoma di un grande sensore Lidar visibile sul tetto. 

Volvo è anche al lavoro su un crossover urbano a zero emissioni di segmento B, la cui produzione potrebbe avvenire in Cina entro il 2024, ma che sembra al tempo stesso perfetto per le strade d’Europa. Il modello sarà basato sulla SEA (Sustainable Experience Architecture), sulla quale nasceranno anche, per merito della comune appartenenza al gruppo Geely, il crossover di Smart (svelato al salone di Monaco) e la Lynk & Co 05. Dalle nuove piattaforme potrebbero anche derivare ulteriori architetture: “Viviamo un tempo di grande cambiamento che certamente influenzerà le forme dei nostri modelli futuri”, dice Samuelsson.

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