Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 21:48

Poker di nomi per il dopo Diess.

Redazione ·

Il capo del gruppo Volkswagen Herbert Diess è un personaggio che fa discutere. Definito dagli analisti di Jefferies "il ceo più lungimirante" dai tempi di Ferdinand Piech - l'ex presidente e amministratore delegato di Wolfsburg, scomparso nel 2019 – il 63enne manager bavarese fa spesso notizia e le critiche, anche interne al gruppo, non mancano. Tra i “difetti” che gli vengono imputati, un rapporto difficile con i sindacati (e alla Volkswagen i rappresentanti dei lavoratori contano eccome) e i rapporti di amicizia troppo stretti col “rivale” Elon Musk, invitato perfino a parlare, recentemente, a una riunione di dirigenti del gruppo. Tanto che potrebbe presto essere convocato un comitato di saggi per discutere eventuali - clamorose - iniziative nei suoi confronti.

Anche se nel 2021 il contratto di Diess – su sua richiesta – è stato allungato fino al 2025, si parla già di possibili successori, manager già indicati, nei momento di crisi, come alternative all’attuale dirigenza di Volkswagen.

I favoriti

Il primo nome è quello di Oliver Blume – 53 anni di Brunswick – dal 2015 amministratore delegato di Porsche che ha portato a essere uno dei marchi di punta del sodalizio: nei primi mesi del 2021 il costruttore di Stoccarda ha rappresentato il 26% dell’utile operativo dell'intero gruppo di Wolfsburg. In passato Blume ha ricoperto ruoli di primo piano presso molti dei marchi che fanno parte della galassia tedesca, dalla stessa Volkswagen a Seat e Audi.

Altro possibile sostituto per l’attuale ceo del gruppo è Ralf Brandstaetter, 53enne e curiosamente concittadino di Blume, che oggi ricopre il ruolo di amministratore delegato del marchio Volkswagen, carica alla quale è stato chiamato nel 2020, subentrando nella funzione proprio a Diess. In passato ha lavorato in Spagna, ricoprendo ruoli dirigenziali presso Seat.

Gli outsider

Gli altri due candidati – forse leggermente meno noti – vantano comunque curriculum che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi.

Il primo è Markus Duesmann – 52 anni di Heek, un comune della Renania Settentrionale - Westfalia. Presidente del consiglio di amministrazione di Audi, dall'estate 2021 è anche responsabile dei marchi di lusso Lamborghini, Ducati e Bentley che sono passati sotto il controllo di Ingolstadt. I risultati sono lusinghieri se è vero che nei primi nove mesi del 2021, Audi ha ottenuto il 28% dell'utile operativo dell’intero gruppo, la quota più alta di tutte le divisioni interne.

Candidato al ruolo di ceo del gruppo è infine Thomas Schmall-Von Westerholt – 57 anni di Francoforte – dal 2021 membro del consiglio di amministrazione, responsabile dal 2019 del Volkswagen Group Components e per lo sviluppo tecnologico. A lui, tra gli altri, spetta il compito di coordinare la nascita delle sei fabbriche di batterie che Volkswagen intende costruire in Europa entro il 2030.

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