Ultimo aggiornamento  28 maggio 2023 18:02

Auto e token, matrimonio digitale.

Patrizia Licata ·

Il collezionismo d’auto fa il salto hitech con la tecnologia blockchain e i "token non fungibili" (Nft), un nuovo modo per investire nei modelli più rari e preziosi e certificare il valore e l’autenticità del proprio acquisto. L’utilizzo dei token per gli appassionati delle quattro ruote è stato al centro di una serie di iniziative quest’anno, compresa una di Garage Italia, grazie alla spinta del fondatore, e allora Creative chairman, Lapo Elkann.

Nei mesi successivi tra il top manager e la sua azienda si è consumata una separazione; Lapo Elkann si è dimesso e la proprietaria Youngtimers ha venduto il 30% delle quote a FBNK Finance, con l’opzione di cedere in un secondo momento il restante pacchetto azionario. La nuova entità è stata rinominata Garage Italia Finance e ha ampliato il progetto di Lapo Elkann compiendo un ulteriore passo nell’era della finanza digitale applicata all’automotive.

L’automobile e il libro mastro digitale

La tecnologia blockchain viene solitamente associata a una sua specifica declinazione: il bitcoin. Il token non fungibile sfrutta la stessa tecnologia ma per creare qualcosa di opposto alla moneta digitale. Se bitcoin e le altre criptovalute (come ethereum, molto usata nel mercato delle auto) equivalgono a un mezzo per le transazioni commerciali – e sono quindi uguali tra loro – il token non fungibile è un asset virtuale unico impiegato per conservare in modo sicuro delle informazioni.

Gli Nft vengono infatti registrati sulla blockchain, una rete di nodi creati su computer dove viene gestito, in modo automatizzato, un “libro mastro” dell’era informatica che contiene dati. Sulla blockchain l’Nft ha quindi una sua “firma” digitale unica che ne certifica l’autenticità e la proprietà. Le informazioni sulla blockchain non sono modificabili senza autorizzazione e ogni modifica viene comunque registrata garantendo la tracciabilità. Così un Nft permette di ripercorre la storia del bene cui corrisponde (come un’automobile), dalla produzione all’eventuale personalizzazione e attraverso tutti i cambi di proprietà.

La "tokenizzazione" da Garage Italia a Porsche

Garage Italia con il suo ex presidente Lapo Elkann si proponeva di usare i token non fungibili per rappresentare il diritto a godere della creatività del progetto di personalizzazione di un’auto realizzato dalla società e per validare l’unicità del progetto creativo. A maggio Garage Italia aveva realizzato gli Nft di alcune autovetture fisiche che l'atelier aveva personalizzato e li aveva dati ai proprietari come ulteriore certificato di autenticità del lavoro svolto. I token ne avrebbero sostenuto il valore nel tempo, agevolandone un’eventuale successiva cessione. Con la nuova gestione Garage Italia Finance intende allargare proprio questi servizi di tokenizzazione per le auto da collezionismo e crescere grazie al vantaggio del “first mover”, ovvero il fatto di essere tra le prime società a offrirli.

Il mercato è, infatti, agli albori, ma già in fermento. I più attratti sono i marchi del lusso, come Porsche, che ad agosto ha messo all’asta un disegno del suo Director exterior design, Peter Varga, tramite la piattaforma americana SuperRare. Il bozzetto – venduto per 30,25 ethereum, corrispondenti in quel momento a 90mila dollari Usa - è stato offerto sia come bene fisico che digitale connesso a un NFT. Questa attività è stata condotta dalla filiale PorscheDigital insieme alla start-up tecnologica Fanzone nata in seno al costruttore tedesco.

Quanto vale l’immagine virtuale di un’auto?

Gli Nft hanno fatto il loro ingresso sulla scena globale lo scorso marzo, quando un file Jpeg creato dal digital artist Mike Winkelmann (alias Beeple) è stato venduto da Christie’s in un’asta online per 69,3 milioni di dollari. Il prezzo è un record assoluto per un’opera d’arte che esiste solo digitalmente. L’Nft ne certifica l’autenticità e il valore e ne abilita lo scambio tra collezionisti e appassionati. Sempre a marzo 2021 il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha venduto il suo primo tweet come Nft per l’equivalente in ethereum di 2,9 milioni di dollari (il ricavato è stato donato in beneficienza). L’applicazione di questo sistema al mercato delle auto classiche e rare è seguita a ruota.

Se tutto ciò può sembrare fantascienza l’iniziativa di Garage Italia portata avanti ora da Garage Italia Finance dimostra che il business è molto reale. Ci sono già alcune piattaforme che operano come mercato per il collezionismo d’auto digitale, tra cui MotoClub.io di Cameron Chell. A luglio, insieme alla casa d’aste Barrett-Jackson, Chell ha messo per la prima volta in vendita in un’asta reale 4 Nft legati a 4 vetture da collezionismo. Ciascun vincitore ha ricevuto un asset digitale che consiste in un video esclusivo, un’illustrazione, e tre immagini. Secondo Chell tra cinque anni ogni auto da collezionismo avrà il suo NFT perché il token rende perfettamente tracciabile e certificato l’acquisto e ne verifica dell’autenticità.

Il collezionismo d’auto nell’era digitale

L’idea di Lapo Elkann era dar vita, su una piattaforma digitale, a un mercato del collezionismo d’auto parallelo alle tradizionali gallerie e case d’asta o ai curatori. L’Nft, come dimostra il caso di Chell e come sembra nelle intenzioni di Garage Italia Finance, può però essere collegato anche solo alla proprietà di un’immagine virtuale dell’oggetto, non necessariamente dell’oggetto fisico, e rappresentare una pura forma di investimento. 

Comprare un’auto da collezione esclusivamente come Nft equivale dunque ad acquistare un pacchetto di azioni: non dobbiamo farci nulla ma solo aspettare che il valore salga per rivendere. Se invece siamo dei (fortunati) appassionati di auto d’epoca e da collezione e vogliamo ammirarle nella nostra villa o, meglio ancora, guidarle, avremo bisogno che il tecnologico Nft ci sia consegnato insieme a una concreta e reale automobile.

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