Ultimo aggiornamento  06 febbraio 2023 04:43

La privacy per Musk e Zuckerberg.

Paolo Borgognone ·

La privacy è un argomento scottante, in un mondo sempre più connesso. Ogni novità – in qualunque settore – pone nuove sfide e domande che faticano a trovare risposta. Il discorso vale ovviamente per l’automotive, dove la raccolta dati è da anni al centro di studi e inevitabili polemiche, ma può essere allargato a ogni campo delle nostre attività. Proprio in questi giorni la piattaforma da miliardi di utenti di Facebook (o Meta come si chiama oggi) ha annunciato l’intenzione di rinunciare alla funzionalità del riconoscimento facciale che consentiva – previo consenso – di attivare l'individuazione dei volti nelle immagini, suggerendo per esempio di menzionare un certo amico in una fotografia pubblicata sul social network. Uno strumento importante, visto che più di un terzo degli "attivi" ogni giorno sul social aveva scelto di utilizzare quella funzionalità ma che non ha mancato di generare dubbi.

Gli stessi che, probabilmente, potrebbero seguire all’arrivo di una nuova funzionalità delle auto elettriche di Tesla. Si tratta dei Cloud Profiles - inclusi nell'ultimo aggiornamento della versione 2021.40 della casa automobilistica per i suoi mezzi – che permettono ai conducenti di "abilitare la sincronizzazione del veicolo" con dei profili individuali. Proprio come altre piattaforme cloud, il programma consentirà di salvare e caricare le proprie impostazioni di guida preferite su internet e quindi sincronizzarle con qualsiasi altra auto Tesla che si possieda o che si guiderà in futuro, attraverso l'app dello stesso costruttore. In questo modo si potranno tenere a portata di mano le preferenze in vari settori, come la modalità di arresto dell'auto, la luminosità del display e la temperatura interna o gli abbaglianti automatici.

Profili per il noleggio

I Cloud Profiles saranno particolarmente convenienti quando si sale su un’auto a noleggio, che spesso richiede regolazioni personali di differente natura. Anche se la notizia del mega ordine da parte di Hertz che avrebbe richiesto 100mila Tesla è stata poi, in qualche modo, smentita da Elon Musk, la facilità di manutenzione e la possibilità di non incorrere in divieti e restrizioni, come le zone a traffico limitato, spingeranno ancora di più senza dubbio le società di noleggio a dotarsi di una flotta al 100% di elettriche.  

La scelta di Meta

La presenza in un sistema che conserva nel cloud le preferenze del conducente, come abbiamo detto, potrebbe creare qualche problema di privacy, un argomento che Tesla prende molto sul serio. Sul sito del costruttore, infatti, si trova una lunga descrizione di tutto quello che viene fatto per proteggere i “dati diagnostici, nonché quelli riguardanti il veicolo, il sistema di infotainment e Autopilot”. Più difficile rimane capire come questa politica restrittiva possa applicarsi a un sistema che nasce esattamente per raccogliere dati esclusivi del conducente.

Qualcosa a cui Mark Zuckenberg ha deciso di dare un taglio, rinunciando a una funzione per cui avevano optato oltre 1 miliardo e 700 milioni di persone in quella che Jerome Pesenti, vicepresidente della divisione dell’azienda che gestisce il social che si occupa di intelligenza artificiale ha definito “uno dei più grandi cambiamenti nell’uso del riconoscimento facciale nella storia della tecnologia”. Approcci diversi per una questione che rimane irrisolta.

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