Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 20:10

Aston Martin, parte la produzione della Valkyrie.

Luca Gaietta ·

Dopo un lungo programma di sviluppo, Aston Martin ha avviato la produzione della Valkyrie prevedendo di consegnare a un acquirente la prima unità della esclusivissima hypercar entro le prossime due settimane.

La progettazione della Valkyrie è cominciata nel 2016 con la presentazione del concept AM-RB 001, destinato inizialmente a evolvere in una vettura da corsa per Le Mans e ideato dalla Aston Martin in collaborazione con la scuderia Red Bull Racing quando le due aziende erano partner e non team avversari sui tracciati della Formula 1.

Alla RB 001 sono seguiti nel 2017 e nel 2019 altri due prototipi che hanno anticipato la versione finale della vettura costruita con il contagocce in soli 150 esemplari, dei quali 25 coupé, 85 Spyder e 40 AMR Pro, venduti con un listino stellare intorno ai 2,8 milioni di euro.

Evoluta come nessuna Aston Martin

La Valkyrie è la vettura più evoluta mai realizzata dalla Aston Martin. Assemblata a Gaydon da un team dedicato, richiede oltre 2mila ore di lavoro per essere completata e ogni esemplare prima della consegna verrà sottoposto a un approfondito test sul circuito di Silverstone.

Basata su un telaio in fibra di carbonio e materiali compositi ultraleggeri, la Valkyrie può ospitare a bordo due persone. A spingerla è un sistema ibrido che associa un V12 da 6.5 litri a un dispositivo Kers, simile a quelli utilizzati nelle monoposto di Formula 1, capace di sviluppare oltre 1.000 cavalli per un rapporto peso potenza incredibile, dicono i progettisti, di circa 1 cavallo per chilo.

Un modello per la rinascita

Con la Valkyrie, Aston Martin conta di dare una ulteriore spinta ai piani di ristrutturazione del marchio salvato lo scorso anno dal miliardario canadese Lawrence Stroll che ha rilevato il 25% del pacchetto azionario. La previsione è quella di consegnare entro la fine del 2021 già diversi esemplari della vettura che andranno a generare un flusso di cassa destinato a sommarsi con le entrate derivate dalla forte domanda del suv DBX, grazie al quale la casa automobilistica inglese ha raggiunto un profitto operativo durante il trimestre in corso.

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