Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 02:35

Nissan Micra, addio o rinascita?

Edoardo Nastri ·

Il futuro della Nissan Micra è a un bivio. Il costruttore giapponese sta discutendo se sia opportuno o meno garantire una nuova generazione all’utilitaria (sarebbe la sesta in quasi 40 anni di produzione del modello). “In Europa il nostro business principale di oggi e domani sono suv e crossover: Juke, Qashqai, X-Trail, Ariya. Sono già quattro auto e per ognuna di queste dobbiamo assicurarci di avere la profondità di mercato necessaria e abbastanza propulsori per i volumi che facciamo”, ha dichiarato Guillaume Cartier, capo di Nissan in Europa ad AutoExpress.

Per la Micra, quindi, si prevede un addio o una rinascita, magari in altra chiave? Il dubbio è lecito. L'utilitaria è passata dalle 86mila unità vendute nel 2017 alle appena 40mila nel 2020, complice anche la crisi del mercato a causa della pandemia. Una cosa è certa: se la Micra dovesse conoscere una nuova generazione sarà elettrica. “Stiamo valutando anche questo con i nostri partner dell’Alleanza (Renault e Mitsubishi)”. In tal caso la piattaforma disponibile sarebbe la CMF-BEV, la stessa che equipaggerà la Renault R5 elettrica in arrivo entro il 2024.

Il successo della Mk2 del 1992 

Un possibile addio al mercato automobilistico segnerebbe così la fine di un modello mitico nel segmento delle utilitarie, nato in Giappone nel 1982, proprio per rispondere alle esigenze di chi era alla ricerca di un veicolo per la città compatto e agile con una dose generosa di spazio interno. Se la prima generazione si presentava di fatto come l’erede della Cherry con forme piuttosto squadrate, la seconda del 1992 adottava volumi morbidi e tondeggianti. Costruita a Sunderland (Regno Unito), la Micra Mk2 vinse il premio Car of the Year 1993 e veniva proposta in diversi allestimenti e motorizzazioni benzina (1.0, 1.3 e 1.4) e diesel (1.5), abbinabili anche al cambio automatico, una vera rarità per le citycar dell’epoca.

Alcuni restyling le permisero di rimanere sul mercato fino al 2002, anno di debutto della terza generazione, anticipata dalla concept car Nissan MM esposta al Salone di Francoforte nel 2001. La Micra Mk3 è stata la prima a utilizzare una piattaforma realizzata in condivisione con Renault (la stessa della Clio Mk3) e a inaugurare un corso stilistico particolarmente audace, evoluzione delle forme morbide viste sulla generazione precedente. Disponile a tre e cinque porte e prodotta fino al 2010, la Micra poteva contare su alcune chicche tech, tra cui la tecnologia keyless, e su motori parchi nei consumi (benzina 1.0, 1.2, 1.4 e 1.6 e diesel 1.5 dCi). Nel 2005 venne realizzata anche una versione cabriolet con tetto rigido: la Micra C+C.

Un occhio alle emissioni di CO2

La quarta generazione debutta nel 2010 al Salone di Ginevra, crescendo di qualche centimetro rispetto a quella precedente. Lo stile evolve ulteriormente, addolcendosi in alcune parti e proponendosi per la maggior parte dei mercati esclusivamente in versione a cinque porte. Tra i motori spicca il 1.2 a benzina 3 cilindri DIG-S sovralimentato da 98 cavalli, con compressore volumetrico che entrava in funzione solo quando necessario. Il risultato? Emissioni di CO2 sotto i 100 grammi per chilometro, meglio di alcune vetture di pari segmento in vendita oggi.

La concept car Nissan Sway del 2015 anticipa la quinta e attuale generazione, presentata l’anno successivo al Salone di Parigi. Il taglio netto con il passato è soprattutto nel design. Dopo aver dato l'addio alle classiche forme morbide che l’avevano caratterizzata per quasi tutte le generazioni, i designer hanno optato per un aspetto più spigoloso e sportivo. Sarà lei l’ultima Micra?

Tag

Citycar  · Micra  · Nissan  · Nissan Micra  · utilitarie  · 

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Un modello a batterie sostituirà la storica compatta sulle strade dal 1982. Sarà prodotto da Renault in Francia sulla piattaforma CMF B-EV condivisa con la R5

· di Angelo Berchicci

La Casa ha presentato la vettura che sostituisce la 370Z nella sua famiglia di sportive. Propulsore 3.0 V6 biturbo da 400 cavalli e 475 newtonmetri di coppia

· di Angelo Berchicci

La Casa investirà nell'impianto britannico 1,4 miliardi di dollari assieme al partner Envision AESC per una gigafactory. Presto un inedito suv-coupé elettrico