Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2021 09:53

Colin Powell e le vecchie Volvo.

Paolo Borgognone ·

Vedere un altissimo grado dei vertici militari guidare (in divisa con stellette e decorazioni) un’auto trascinandosi dietro, legata con una corda, un'altra vecchia vettura in pessime condizioni, sembra una scena di un film. E invece è quanto capitò alcuni fa alla polizia di guardia alla base di Fort Myer, sulle rive del Potomac a fianco del cimitero monumentale di Arlington, dove sono sepolti i soldati Usa, a Washington. Il “pezzo grosso” in questione era Colin Powell - dal 2001 al 2005 Segretario di Stato (prima carica per importanza del governo Usa, a metà tra ministro degli esteri, degli interni e della giustizia) americano e ai vertici dell’esercito più potente del mondo per un paio di dozzine di anni – scomparso ieri.

L’auto “trascinata” era una Volvo e chi conosce la biografia del politico direbbe “naturalmente”. Powell, infatti, era un appassionato fan delle auto svedesi. Anzi a un certo punto pensò di chiedere la licenza per poter mettere su un autosalone e al momento del pensionamento l’allora presidente Bill Clinton non trovò di meglio che regalargli… una Volvo del 1966.

Passione per il restauro

Soprattutto Powell divertiva, anzi si rilassava, parole sue, a comprarle anziane e malridotte e a rimetterle in piedi. “Mi liberava la mente a costo zero” disse durante un’intervista al mensile di Boston “Atlantic” nel 2004. La passione per le Volvo, dirà sempre nella chiacchierata Powell, risaliva a quando suo figlio Michael - attuale presidente dell'associazione commerciale National Cable & Telecommunications – si era iscritto alla Georgetown University. “Aveva bisogno di un'auto per andare al college e si rifiutava di guidare la Chevy Belair del nonno. Voleva qualcosa di sportivo, io insistevo per un mezzo più sicuro. Alla fine ho trovato una 240 del 1977 che faceva tutti contenti”. Ma era scoccata una scintilla. “Mi pareva una vettura fantastica, così ne comprai un’altra ancora più datata e iniziai a rimetterla a posto. Dopo aver passato tutta la settimana a “giocare” con armi sofisticate e costose, nel week end mi rilassavo così. Magari trascinando fino al garage una vettura senza motore o cambiando la calotta dello spinterogeno o qualsiasi altri pezzo”.

Da quella prima esperienza è nata la passione che si è prolungata per anni. “Il mio autista di allora - il sergente Pearson - e io avevamo un sacco di motori, radiatori, carburatori, pezzi di ricambio di ogni genere e anche tanto spazio dove tenerli”. All’epoca, come massimo responsabile dell’esercito, Powell racconta di avere avuto a disposizione cinque garage e di averli riempiti tutti di Volvo in diverso stato di restauro. A distanza di anni ne parlava ancora con nostalgia ma, soprattutto, ne aveva ancora un paio parcheggiate sul vialetto di casa. Tanto da pubblicare la foto che correda il nostro articolo sul suo profilo Facebook.

Gusto all'europea

Naturalmente il politico e militare ha avuto e amato anche altre vetture, di cui spesso parlava nelle sue interviste: una Fisker Karma, una "Pagoda" Mercedes-Benz SL ma, soprattutto, un vecchio Maggiolino Volkswagen a cui era affezionatissimo. Curioso pensare a un serio e impegnato politico americano alle prese con tante auto europee. Chissà che cosa ne pensava l’ex presidente Donald Trump – quella di Make America Great Again – da cui Powell, pur essendo stato un esponente del partito repubblicano per tutta la vita, aveva preso le distanze, tanto da dichiarare apertamente che alle ultime elezioni avrebbe votato per Joe Biden.

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