Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2021 08:46

Elettriche, si risparmia nel ciclo di vita?

Angelo Berchicci ·

Un’elettrica si compra per coscienza ecologica, ma anche per risparmiare sui costi di gestione. L’Adac, l’automobile club tedesco, si è quindi domandato se le vetture a batteria siano davvero così convenienti rispetto alle controparti a benzina e diesel nell’intero ciclo di vita. Per rispondere a questa domanda, il centro studi dell’associazione ha analizzato migliaia di dati, realizzando un prospetto del costo medio per chilometro di numerose auto elettriche e ibride plug-in, e confrontandolo con quello di modelli endotermici comparabili.

Differenze nei livelli dei prezzi

Questo lavoro può dare qualche indicazione utile anche per il mercato italiano, pur tenendo presente delle differenze nei prezzi di energia e carburante, che da noi creano un contesto persino più favorevole alle elettriche. In Germania, infatti, i prezzi di benzina e diesel sono più bassi (prezzo medio negli ultimi tre mesi rispettivamente di 1.595 e 1.477 euro al litro contro l'1.688 e 1.542 euro al litro dell'Italia). Viceversa, quelli della corrente elettrica sono più alti: 0.32 euro per kilowattora in Germania contro 0.22 euro da noi (prezzo medio dell'energia domestica al marzo 2021).

Una metodologia rigorosa

Oltre a una stima del costo sostenuto per carburanti ed energia elettrica, tra le variabili considerate dall'Adac hanno avuto un ruolo fondamentale gli incentivi offerti dallo Stato sull’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in: in Germania si può arrivare rispettivamente fino a 9mila e 6.750 euro, in Italia nel 2021 si è arrivati fino a un massimo di 10mila e 6.500 euro, sommando Ecobonus ed Extrabonus (al momento i fondi sono in fase di rifinanziamento).

Per quanto riguarda le endotermiche, i listini sono stati decurtati del 15% - ipotizzando un minimo di sconto da parte del venditore - e sono sono state prese in considerazione auto con livelli di prezzo, formati di carrozzeria, allestimenti e potenze comparabili a quelli delle vetture a batteria. 

Inoltre, l’Adac ha considerato la spesa per l’assicurazione, la tassa di possesso, un forfait per gli interventi di manutenzione, e la svalutazione dell’auto dopo 5 anni. Il tutto basandosi su una percorrenza di 15mila chilometri annui, e utilizzando i dati su consumo ed efficienza energetica dichiarati dai costruttori.

Risultati non univoci

I risultati della ricerca non sono univoci, ma variano da caso a caso. Alcune vetture a batteria si sono rivelate effettivamente più economiche dei modelli endotermici. E’ questo, ad esempio, il caso della Hyundai Ioniq in versione elettrica e ibrida plug-in, che ha un costo medio rispettivamente di 43.4 e 42.4 centesimi di euro per chilometro, inferiore a quello della i30 in versione 1.0 T-GDi (benzina) e 1.6 CRDI (diesel), che nel ciclo di vita costerebbero rispettivamente 46.8 e 48.5 centesimi per chilometro. Il vantaggio, inoltre, aumenta più ci si spinge avanti con le percorrenze.

Altri modelli hanno fatto registrare risultati inversi. La Renault Zoe R110 con potenza di 80 kilowatt, ad esempio, rimane più costosa della Renault Clio, considerata in versione E-Tech 140 (full hybrid), TCe 90 (benzina) e Blue dCi 115 (diesel): il costo per chilometro è di 39.4 centesimi per la Zoe, contro i 37.9, 37.2 e 38.1 centesimi della Clio nelle rispettive motorizzazioni.

Quali sono, quindi, le costanti che il lavoro dell’Adac ha messo in luce? Anzitutto il grande miglioramento nell’efficienza delle elettriche, alcune delle quali comportano effettivamente un risparmio nell'intero ciclo di vita rispetto alle endotermiche. In secondo luogo, il ruolo fondamentale degli incentivi all’acquisto di auto green, che in Germania sono diventati strutturali fino alla fine del 2025, mentre da noi sono in corso discussioni a riguardo.

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