Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 10:37

Peugeot Sport, una storia di successo.

Valerio Antonini ·

Per molti costruttori auto le corse sono la cartina di tornasole per dimostrare potenza ed efficienza delle proprie tecnologie: il know-how raggiunto dai reparti dedicati alle gare è da sempre decisivo per realizzare veicoli di serie più evoluti, veloci e sicuri.

A questo proposito, sono passati esattamente 40 anni dalla creazione della divisione Peugeot Sport, che presso il quartier generale di Vélizy-Villacoublay - a circa 11 chilometri da Parigi - dall’ottobre del 1981 realizza le vetture da competizione del marchio transalpino; una serie di bolidi (la maggior parte gelosamente custoditi nell’atelier) capaci di entrare di diritto nella storia del motorsport grazie a imprese impossibili da dimenticare.

Il reparto - denominato all'epoca Peugeot Talbot Sport - venne originariamente affidato a Jean Todt, al primo ruolo manageriale chiave. Todt ha avuto poi una straordinaria carriera in Formula 1 con Ferrari e oggi è presidente della Fia, la Federazione internazionale dell’automobile, il massimo organo del settore. 

Rally: croce e delizia

Il team debuttò nel 1984 nel Campionato del Mondo di Rally con la Peugeot 205 Turbo 16, prodotta nei 200 esemplari necessari all’omologazione nel Gruppo B della Fia, il cui regolamento venne studiato su misura proprio per consentire alle grandi Case di sperimentare nuove soluzioni tecniche da adattare alle stradali. Bastò un anno a Peugeot per diventare protagonista assoluta, visto che già nel 1985 dominò il mondiale costruttori con la versione EVO della 205 T16, vincendo 7 dei 12 rally iridati in calendario, risultati che portarono il finlandese Timo Salonen alla conquista del primo titolo piloti.

Doppietta bissata l’anno successivo, stavolta con Juha Kankunnen al volante, capace di vincere da “gregario” il titolo mondiale 1986 dopo un avvincente testa a testa con la Lancia di Henri Toivonen (poi scomparso in un drammatico incidente, l’ennesimo avvenuto quell’anno terribile). Il tragico evento fu la goccia che fece traboccare il vaso e spinse la Fia a cancellare improvvisamente il Gruppo B, ritenuto troppo pericoloso per l’incolumità dei partecipanti. 

Peugeot stava già sviluppando la 405 Turbo 16 - erede designata della 205 - e non avendo pronta una vettura di Gruppo A abbastanza competitiva per vincere, decise di abbandonare (provvisoriamente) il mondiale rally e dedicarsi alla Parigi-Dakar. Anche qui successi: la competizione venne vinta addirittura per 4 volte consecutive, dal 1987 al 1990: due con la versione Grand Raid della 205 T16, le altre con la debuttante 405 T16, capace nello stesso periodo di risultare l’auto più veloce alla Pikes Peak Hill Climb, celebre corsa in salita americana conquistata per due anni di fila (1988, 1989).  

Il ritorno 

Nel 1995 Peugeot Sport ritorna ai rally con la 306 Maxi, gareggiando nella classe 2 litri Kit Car, ma solo nel 2000 - con la 206 WRC - riesce a riprendersi sia il titolo piloti (con Marcus Grönholm) che quello costruttori. Mentre il team colleziona 3 titoli consecutivi, il talento finlandese si ripete solo nell’edizione 2002 lasciando quella 2001 nelle mani di Richard Burns su Subaru Impreza.  

Altri successi storici 

Tra i successi senza tempo ricordiamo anche le vittorie alla 24 Ore di Le Mans (1992, 1993, 2009) e - più recentemente - la tripletta al Rally Dakar (2016, 2017, 2018) con il prototipo 3008 DKR. A regalare a Peugeot l'ultima vittoria nel rally raid più duro al mondo è stata la leggenda Carlos Sainz senior (2 volte campione del mondo rally), nel 2018 56enne.

Oggi è l’elettrificazione il tema centrale del programma di Peugeot Sport con l’hypercar ibrida  “9X8”, realizzata per provare a battere le Toyota dominatrici a Le Mans negli ultimi 4 anni. L’ultima vittoria del team francese nell’endurance di casa risale al 2009 con David Brabham, Marc Gené e Alexander Wurz al volante della 908 HDi FAP.

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