Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 12:03

Lotus Elise, storia infinita.

Angelo Berchicci ·

"La Elise fa parte della nostra identità. Un modello che riprende i suoi valori di purezza, leggerezza e sportività non potrà mai mancare nella gamma Lotus, anche se dovesse chiamarsi diversamente o avere un powertrain elettrico". Queste le parole con cui Richard Rackham, capo dello sviluppo veicoli di Lotus, ha voluto tranquillizzare gli appassionati, garantendo che il futuro a batteria del costruttore continuerà a passare anche dalle sportive tutte da guidare, oltre che dalle hypercar come l'Evija e da modelli più pratici (si vocifera di berline e crossover).

Soluzioni inedite

L'erede elettrica della Elise, un progetto che al momento è identificato con il nome di Type 135, arriverà non prima del 2026 e sorgerà, come tutti i futuri modelli Lotus, sulla nuova architettura modulare LEVA (Lightweight Electric Vehicle Architecture). In particolare l'auto sfrutterà la configurazione dedicata alle sportive di piccole dimensioni, con un passo di 2,47 metri, un unico motore elettrico a spingere le ruote posteriori, per una potenza massima di 350 kilowatt (475 cavalli), e un pacco batteria (da 66.4 kilowattora, per 480 chilometri di autonomia) montato in un'inedita posizione centrale, ovvero dietro l'abitacolo.

Una soluzione originale, che la Casa di Hethel ha preferito al tipico accumulatore posizionato sul fondo (adottato invece sulle altre configurazioni dell'architettura LEVA) per dare vita a un corpo vettura più basso e a una silhouette più filante, senza ripercussioni negative sul bilanciamento dei pesi. Oltre che per richiamare, romanticamente, il propulsore posteriore centrale della Elise.

Occhio al peso

Su questa piattaforma si darà vita a una vettura con abitacolo a 2 posti secchi e carrozzeria roadster o coupé, per un peso complessivo che secondo le indiscrezioni potrebbe essere contenuto entro i 1.400 chili (il solo pianale è più leggero del 37% rispetto a quello della Emira V6).

Particolarmente sviluppata sarà la parte elettrica, che potrà beneficiare di un impianto a 800 Volt e di un sistema di gestione wireless della batteria (wBMS) svilppato da ADI. Quest'ultimo vedrà l'eliminazione del cablaggio tradizionale, comportando così una riduzione fino al 90% delle componenti fisiche di collegamento tra batteria e pianale e del 15% nel volume del pacco batterie.

Rivoluzionaria

“La rimozione del cablaggio per il wBMS permette a Lotus di offrire una soluzione leggera che ottimizza le prestazioni, coerente con la filosofia che da sempre contraddistingue il nostro marchio" ha dichiarato Richard Lively, direttore Propulsion and Chassis Engineering di Lotus Cars. "L'architettura LEVA oggi è rivoluzionaria come lo era era il pianale della Elise nel 1996" ha aggiunto Richard Rackham.

Se il carattere della futura Lotus promette di essere in linea con quello dell'Elise, il prezzo potrebbe non esserlo. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, l'auto potrebbe arrivare a sfiorare la soglia dei 100mila euro, un prezzo superiore persino a quello della Exige, giustificato però da prestazioni decisamente maggiori rispetto a tutte le precedenti sportive a combustione della Casa di Hethel. 

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