Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 03:57

Renault 6, tra novità e tradizione.

Massimo Tiberi ·

Lanciata nel 1961, la Renault 4 ha segnato una svolta per la Casa francese, non soltanto per la scelta della trazione anteriore, ma anche per aver sostanzialmente mutato la propria filosofia in materia di utilitarie. Un progetto votato alla praticità ed essenziale negli allestimenti, tanto da far pensare anche a qualcosa di più in termini di comfort e dotazioni, per un ruolo intermedio nel basso di gamma a ridosso della più tradizionale R8 a motore posteriore. Un percorso simile a quello seguito dalla rivale Citroën che aveva affiancato alla “proletaria” 2CV le più “borghesi” Ami 6 e Dyane.

Nonostante quindi il successo crescente della R4, nel 1968 debutta al Salone di Parigi la Renault 6 che ne riprende i contenuti tecnici di base ma con differenze importanti sia nella carrozzeria che negli equipaggiamenti. Mantenendo la configurazione a due volumi e cinque porte, con lunghezza aumentata di 25 centimetri (3,86 metri totali), la nuova vettura si ispira esteticamente nel frontale ad un altro modello rivoluzionario del marchio, la R16, mentre si attenuano un po’ le forme squadrate e restano le tre “luci” laterali per una buona luminosità dell’abitacolo. Più berlina che toni da furgoncino, insomma, per intercettare un pubblico dai gusti meno anticonformisti.

Più comoda

All’interno, i miglioramenti nei confronti della R4 sono evidenti, soprattutto nelle imbottiture dei sedili, nella presenza di maniglie e alzacristalli, nella maggiore attenzione alle finiture e nell’offerta di qualche accessorio. Sempre caratteristico il comando del cambio, a manico d’ombrello, che fuoriesce dalla plancia e ridotta la strumentazione, dove però non manca il voltmetro. L’abitabilità è discreta e il vano bagagli, pur perdendo in capienza, è comunque ampio, trasformabile e ben accessibile, a conferma dei criteri di funzionalità non abbandonati.

Conferme in campo tecnico, secondo lo schema a trazione anteriore e motore disposto longitudinalmente: il quattro cilindri ad albero a camme laterale già della R4, 850 centimetri cubici e potenza portata a 34 cavalli, accoppiato ad un cambio a quattro marce sincronizzate. Tutte indipendenti le sospensioni a barre di torsione, asimmetriche e che determinano le caratteristiche differenti misure del passo tra lato destro e sinistro dell’auto, mentre i freni sono a tamburo. Utilitaria confortevole, la Renault 6 offre però prestazioni modeste (120 chilometri orari di velocità massima), a fronte comunque di bassi consumi.

Cresce col tempo

Alla scarsa vivacità di comportamento si pone rimedio nel 1970 presentando la versione TL di 1.100 centimetri cubici da 47 cavalli per 135 chilometri orari, mentre si aggiungono i freni a disco anteriori. Tre anni dopo, un restyling interessa soprattutto il frontale, con nuova mascherina e fari da rotondi a rettangolari, paraurti maggiorati e miglioramenti nelle finiture.

Sempre un passo indietro sul piano commerciale rispetto alla 4 e dovendo fare i conti anche con la assai più avanzata Renault 5 apparsa nel 1972, la 6 termina la produzione in Francia e la diffusione sui principali mercati europei nel 1980. La carriera proseguirà in America Latina, in Slovenia e in Spagna, paese dove uscirà di scena nel 1986, per raggiungere il buon risultato complessivo di circa 1milione 700mila unità vendute nel mondo.

Tag

Auto storiche  · Renault  · Renault 4  · Renault 6  · 

Ti potrebbe interessare

· di Massimo Tiberi

Anche il marchio transalpino si è lanciato in una nicchia gettonata soprattutto nelle località balneari. La "ranocchia" in Italia costava oltre 12 milioni di lire

· di Edoardo Nastri

Per 37 anni sul mercato, cinque generazioni. Ma con la quinta la monovolume francese potrebbe dire addio al mercato in favore di suv e crossover