Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 10:07

Incidenti, in 17 province vittime in crescita.

Redazione ·

L’Automobile Club d’Italia ha pubblicato un approfondimento a livello locale della statistica sugli incidenti stradali nel nostro Paese, riferita al 2020. L’anno scorso gli episodi con lesioni a persone registrati sono stati 118.298 con 2.395 decessi e 159.248 feriti. In media 324 sinistri, 6,5 morti e 436 feriti ogni giorno.

Per quanto riguarda gli incidenti, questi risultano in forte calo in alcune province della Lombardia, dove il lockdown è iniziato prima e la pandemia ha colpito più duramente: -41% a Milano, Como, Monza e Brianza, quindi Bergamo (-39%) e Pavia (-38%). A queste si aggiungono, con riduzioni percentualmente significative, Avellino (-44%), Cagliari (-40%) e Siena (-39%) .

Dove le vittime crescono 

Nonostante l’anno sia stato caratterizzato dalle restrizioni alla circolazione a causa della pandemia, in 17 province (su 107) il numero di decessi è aumentato. Le variazioni più significative si sono registrate a Oristano (+140%; 12 morti nel 2020, 5 nel 2019), Barletta-Andria-Trani (+120%; 22 vittime invece di 10) e Sud Sardegna (+76,5%; 30 deceduti l’anno passato contro 17 in quello precedente). 

Al contrario, in provincia di Aosta non c’è stato  alcun decesso per incidente stradale, Vibo Valentia ha segnato -77,8% (2 morti nel 2020, 9 nel 2019) Gorizia -70% (3/10) e Trieste -66,7% (5 morti l’anno passato contro 15). 

Milano (-32 vittime), Venezia (-31), Padova (-28), Roma (-27), e Torino (-26) sono le province dove sono state risparmiate più vite umane. 

Regioni e grandi comuni

Ampliando lo sguardo a livello regionale – detto della Sardegna, l’unica ad aver registrato un incremento nei decessi - sono cinque le aree che hanno avuto un decremento maggiormente apprezzabile: Valle d’Aosta (0 morti), Calabria (-41%), Basilicata (-38%), Emilia-Romagna (-37%), Friuli Venezia Giulia (-35%). 

Tra i comuni capoluogo, oltre a Roma (-27 come per la provincia), risultati migliori in termini di vite risparmiate si sono avuti a Ravenna (-14), Torino (-12), Cesena (-12). 

Mortalità e costi sociali

In 16 province l’indice di mortalità - morti per 100 incidenti - è risultato più che doppio rispetto al valore medio nazionale che è pari a 2,02: Sud Sardegna (7,8), Campobasso (6,8), Isernia (6,1), Oristano (5,8), Nuoro (5,8) quelle con le situazioni più critiche. 

Nelle aree di Gorizia, Milano, Genova, Savona, Prato, Rimini, Trieste gli incidenti risultano meno gravi con un indice inferiore a 1 morto ogni 100 incidenti.

Per quanto riguarda i costi sociali, Roma e Milano sono le province che incidono maggiormente – rispettivamente con 945 e 631 milioni di euro - seguite da Napoli e Torino e con 377 e 370 rispettivamente. Piacenza, Livorno e Genova sono invece quelle che hanno pagato di più in rapporto alla popolazione con 328, 317 e 315 milioni di euro per abitante.

Obiettivo 2020 per 37

Mentre nel nostro Paese, nel decennio che sta per concludersi, il numero dei morti per incidente stradale è diminuito - in media - "solo" del 41,78%, 37 province e 5 regioni hanno raggiunto l’obiettivo 2020 di dimezzare le vittime rispetto al 2010.

In questo lasso di tempo, complessivamente, si sono verificati 7.700 decessi in meno a causa di incidente stradale, distribuiti diversamente sul territorio nazionale. Sette le province, però, nelle quali il numero dei morti nel 2020 è più elevato rispetto al 2010: Lodi, Bolzano, Piacenza, Pistoia, Isernia, Trapani, Enna.

Tutti i dati e le tabelle riepilogative sono consultabili sul sito dell’Automobile Club d’Italia.

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