Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 11:12

Mercedes F200, manifesto futurista.

Angelo Berchicci ·

Alcune concept nascono per racchiudere il meglio dell'immaginazione di un costruttore e per fare il punto sulle sue capacità tecniche, pur rimanendo un mero esercizio di stile. Altre, invece, sono destinate ad accelerare la storia di un brand, apportando concreti benefici allo sviluppo tecnologico. Rientra pienamente in quest'ultimo filone la Mercedes F200 Imagination, prototipo mostrato dalla Casa di Stoccarda al Salone di Parigi del 1996, che concentrava in sè molte delle innovazioni che successivamente avrebbero caratterizzato le vetture della "Stella".

Il futuro arriva veloce

F come futuro, ma anche come fantascienza, che 25 anni fa corrispondevano a una vettura altamente digitalizzata, mossa da comandi elettronici e con i primi rudimentali sistemi di connettività internet integrata. Elementi come lo sterzo elettroattuato, che oggi fanno sorridere, ma che all'epoca non erano così scontati, sulla F200 si sposano a soluzioni di pura creatività, come l'assenza di un vero e proprio volante, sostituito da joystick azionabili con entrambe le mani, anche dal passeggero anteriore (in totale ve ne erano quattro: due sul tunnel centrale e uno su ogni sportello).

Tutti i comandi, quindi, erano "drive-by-wire", ovvero azionati tramite sistemi elettronici, il che rendeva l'auto in grado di guidare in una maniera che possiamo definire "predittiva" (la guida autonoma era qualcosa di ancora estremamente lontano). In pratica, in base agli input dati attraverso i comandi, il sistema riusciva a immaginare (da cui il nome Imagine) il tipo di esperienza di guida che veniva richiesta, e adattava in tempo reale la risposta delle varie componenti della vettura, come sterzo, acceleratore e sospensioni. Una logica che anticipava di parecchi anni l'idea delle modalità di guida, in grado di modificare il carattere della vettura.

Fonte di ispirazione

Ancora più impressionante per l'epoca era la plancia, interamente digitale (era costituita da ben otto schermi Lcd), su cui potevano essere visualizzate le informazioni relative al computer, al sistema di navigazione, al lettore CD e DVD, alle retrocamere laterali (che sostituivano gli specchietti) e alla strumentazione di marcia. Qualcosa che ricorda vagamente l'hyperscreen dell'ultima generazione di Mercedes Classe S, e che come l'attuale infotainment MBUX era azionabile tramite comandi vocali.

Questa particolare soluzione, usata all'epoca solo per azionare il telefono, avrebbe debuttato con il nome di Linguatronic proprio nel 1996 sulla Classe S. Insomma, la tecnologia si evolve anche variando e ampliando il proprio campo di applicazione, come confermano i proiettori allo Xeno con distribuzione variabile, un sistema che oggi ricalca il funzionamento adattivo dei fari a led.

Linea di rottura

Oltre che per i suoi contenuti, la F 200 Imagination, stupiva anche per le linee morbide, uno stile di rottura rispetto al design spigoloso che aveva contraddistinto fino ad allora i modelli Mercedes. Questo linguaggio stilistico venne poi confermato sulla Classe S del 1999 (i rimandi alla concept sono particolarmente visibili nei fari anteriori), e venne ampiamente utilizzato per dare vita alla CL del 2002, grande coupé basata sull'ammiraglia Mercedes.

La F200 Imagination introduceva anche il tetto panoramico trasparente elettroattuato, di cui venne dotata la Maybach 62 nel 2002, e le portiere con apertura a farfalla, presenti sulla SLR McLaren del 2003. Infine, se vi state chiedendo cosa spingesse tutto questo, considerate che nel 1996 non eravamo ancora in tempi di concept elettriche: per stupire sotto il cofano trovava posto il motore più imponente della gamma Mercedes, il 6.0 litri V12.

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