Ultimo aggiornamento  28 gennaio 2023 01:55

L'auto a batteria trasforma il lavoro.

Linda Capecci ·

La transizione energetica sta comportando, oltre a  una profonda ridefinizione degli equilibri del settore automotive, anche una radicale trasformazione del mondo del lavoro, con alcune figure destinate a diventare obsolete, mentre altre professioni troveranno maggiori sbocchi. Lo conferma un'analisi del Boston Consulting Group, multinazionale statunitense di consulenza strategica globale.

Si tratterebbe di una trasformazione, più che di una contrazione della forza lavoro necessaria. Secondo l'analisi - rilanciata dal gruppo industriale Platform for Electromobility - in Europa i posti di lavoro legati all'industria delle quattro ruote, che occupa 5,7 milioni di persone, potranno diminuire al massimo dell'1% complessivo. Sicuramente, però, il lavoro è destinato a cambiare profondamente: saranno fondamentali in questo senso operazioni di riqualificazione e reinserimento del personale.

In buona sostanza la visione del futuro di Boston Consulting Group rovescia i timori che in questi anni si sono diffusi nel mondo delle quattro ruote. Anche se l'elettrificazione comporta necessariamente dei cambiamenti nelle dinamiche di produzione del comparto auto - che hanno da subito attirato l'attenzione per le problematiche occupazionali che potrebbero sollevare - ciò non inciderà in maniera esageratamente significativa sul livello di impiego. Questo anche se un motore a batteria è più semplice da assemblare, e quindi richiede una minore manodopera.

Cambiano le professioni

Se, infatti, il numero di lavoratori resterà praticamente invariato, muteranno decisamente le figure impiegate. Le aziende che producono motori termici subiranno un calo degli occupati del 20%, mentre i fornitori di componenti tradizionali dovranno far fronte a contrazioni ancora peggiori, fino al 42%: in termini numerici mezzo milione di posti di lavoro in meno.

Allo stesso tempo si apriranno però posizioni nel mercato delle auto a zero emissioni, che porteranno alla creazione di 300mila opportunità lavorative complessive: a crescere saranno, quasi con gli stessi numeri, gli occupati nelle aziende energetiche connesse alla nuova mobilità, con una punta nell'area di gestione delle infrastrutture energetiche (quindi in primo luogo le stazioni di ricarica), che potrebbe toccare un +543% di richieste di impiego.

Non a caso l'industria del Vecchio continente si è già rivolta all'Unione europea chiedendo una politica di sostegno alle attività di aggiornamento per la forza lavoro.

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