Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 04:42

BMW M 1000 RR, superbike da strada.

Antonio Vitillo ·

Basta una lettera dell’alfabeto a tradire la vocazione sportiva della nuova BMW M 1000 RR, che infatti vanta prestazioni da “superbike”. Il primo modello di BMW Motorrad siglato “M”, lo stesso che sulle quattro ruote è firma di esclusiva sportività, è ricco di cavalli - ben 212 - cinque in più della S 1000 RR da cui deriva, e 113 newtonmetri di coppia motrice.

Il motore - che "cresce" di 500 giri, arrivando ora a 15.100 - è un quattro cilindri in linea a fasatura variabile di 999 centimetri cubici che, in questa nuova versione, migliora l'erogazione nei passaggi ai regimi intermedi, transizioni frequenti sia che si guidi su strada o, a maggior ragione, su pista. Questo, anche grazie all’alleggerimento delle componenti interne, bielle e valvole in titanio, oltre che a una più efficace dinamica dei flussi nelle camere di combustione.

Le accelerazioni si trasformano perciò in fluide progressioni di velocità, con cambi marcia - a comando elettronico – istantanei e un avantreno sempre ben piantato a terra. Le "impennate" di potenza sono controllate dal sistema “antiwheeling”. Gli alleggerimenti dell’anteriore sono evitati grazie alle alette deportanti che, col progredire della velocità, possono spingere il “muso” a terra con una forza pari a oltre 16 chili. Nello studio aerodinamico è stato pensato anche un cupolino effettivamente più protettivo.

Più leggera

La M 1000 RR è "leggera", 192 chilogrammi in ordine di marcia, tanto da muoversi fra i cordoli con una dinamicità superiore alla media. Il telaio, come già sulla S, accoglie il motore come parte integrata alla ciclistica, ma spostato per bilanciare meglio le masse. Risultato è una maggior sveltezza nel cambiare direzione, mentre le ruote in fibra di carbonio non manifestano l’inerzia direzionale cui ci hanno abituato i tradizionali cerchi in lega: la sensazione, piuttosto, è che si “scorra" su un binario, tanto è il piacere di entrare in curva per proiettarsi verso il rettilineo successivo. Benché le sospensioni siano di tipo tradizionale, non semi-attivo come in alcune concorrenti, la M 1000 RR difficilmente innesca scompensi di assetto, pure nelle condizioni dinamiche più critiche.

Quanta tecnologia

Il controllo di trazione permette di mettere a terra i cavalli senza la paura di “perdere” il retrotreno. I sette “riding mode” comprendono la “Race Pro”, a sua volta impostabile su tre diverse modalità di personalizzazione. Di facile gestione anche gli altri sistemi elettronici che aiutano nella guida: il “launch control” e quello di freno motore e Abs sono utili specialmente in pista. Molto più "da strada", invece,  l'assistenza alle partenze in salita, il “cruise control” adattivo, la presa Usb e le manopole riscaldabili di serie.

La piattaforma inerziale è a sei assi. I freni sono radiali, sulle pinze è ben visibile l’affascinante sigla “M”: il comportamento del sistema è sincero, proporzionato alla forza impressa alla leva dal pilota e molto resistente alla “fatica”. La strumentazione a display Tft a colori, da 6,5 pollici, oltre a contenere molte informazioni di guida, permette di regolare il comportamento della moto. La BMW M 1000 RR costa 33.800 euro; fra gli optional è disponibile anche un pacchetto “M Competition”.

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