Ultimo aggiornamento  15 ottobre 2021 22:41

The Lost Corvettes, una storia americana.

Paolo Borgognone ·

Sei persone sono arrivate a Detroit - in occasione del “Motor Bella”, il salone dell'auto "open air" che si è svolto in questi giorni nella città del Michigan - con un biglietto speciale di sola andata. Il ritorno a casa, in California, Texas, Florida e Wisconsin, lo faranno a bordo della loro "nuova" Corvette, appena vinta a una lotteria.

Ma andiamo per ordine e torniamo indietro di qualche anno. Il protagonista di questa storia è un signore di nome Chris Mazzilli, attore, commediografo, proprietario di un teatro proprio di fianco al leggendario Chelsea Hotel di Manhattan (quello dove alloggiò Mark Twain, i poeti della Beat Generation, Bob Dylan e dove fu trovata morta Nancy, la fidanzata del cantante punk Johnny Rotten), di un’officina che restaura vecchie automobili e, soprattutto, esperto a livello mondiale del modello sportivo di Chevrolet. Fu lui, alcuni anni fa, a scoprire in un polveroso garage di New York 36 Corvette in avanzato stato di abbandono: una per ogni anno di produzione dell’auto, partendo dal 1953 fino ad arrivare al 1989. Sembra la trama di un film, eppure è così che sono andate le cose.

Le vetture erano state dimenticate dopo essere diventate di proprietà nel 1989 di Peter Max, artista tedesco americano, esponente della contro cultura hippy negli anni ’60 - si diceva che fosse suo il disegno originale del “sottomarino giallo" dei Beatles, notizia mai confermata - che le aveva acquistate con l’intenzione di utilizzarle in un progetto d’avanguardia per poi lasciarle nel parcheggio.

Mazzilli, invece, le recuperò nel 2014, con l’aiuto di alcuni facoltosi amici di New York, e si impegnò in un lungo lavoro di restauro per riportare tutti i pezzi al loro antico splendore. "La polvere e lo strato di sporcizia - raccontò poi - le avevano efficacemente protette. Ma alcune auto erano in pessime condizioni e abbiamo dovuto modificarle”.

A fin di bene

Una volta tornate a brillare, le vetture non sono state destinate all'incanto o alla collezione privata di qualche riccone. Mazzilli, infatti, ha voluto che venissero vendute sì, ma a fin di bene. Per questo le ha ribattezzate “'Vettes for Vets”, decidendo che il ricavato dalla loro vendita sarebbe andato a una fondazione che cura i veterani di guerra, in particolare quelli affetti da disturbi come Ptsd (disturbo da stress post traumatico), lesioni cerebrali e altre ferite. “Per me - ha dichiarato ai tempi del debutto di questa iniziativa Mazzilli - è un fatto personale. Molti membri della mia famiglia hanno servito nell’esercito e hanno conosciuto storie dolorose”.

Mazzilli ha organizzato quindi una serie di lotterie alle quali chiunque può partecipare, sognando di aggiudicarsi una delle vetture. Per sperare bastano tre dollari, tanto costa un ticket che potrebbe rivelarsi vincente. Ed è proprio quello che hanno fatto i sei vincitori di Detroit. Ognuno dei quali tornerà a casa con una Corvette, che gli sarà attribuita, anche in questo caso, dalla fortuna.

22 “Lost Corvettes” sono state già piazzate in occasione soprattutto di iniziative per il “Veterans Day” (l’11 novembre di ogni anno, a ricordare la fine delle ostilità della prima guerra mondiale), quindi ne rimangono ancora 8 che verranno assegnate sempre con la stessa modalità nei prossimi mesi.

Pezzi di storia

Il lotto delle sei vetture che hanno partecipato all'ultima edizione della lotteria in Michigan era interamente composto da veicoli d’annata. Un modello bianco del 1955 - uno dei soli 700 prodotti - guida il gruppo con un valore che si avvicina ai 200mila dollari. Una Stingray del 1973 con paraurti cromato, un modello che venne realizzato soltanto per un anno. Quindi una C3 di ultima generazione del 1982 in blu bicolore, un esemplare nero del 1962, uno del '71 e una convertibile dell'89 con appena 7mila miglia percorse: un sogno che costa solo tre dollari.

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