Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 06:08

Fleet Motor Day, il punto sulla mobilità.

Redazione ·

Si è svolta a Roma la settima edizione del Fleet Motor Day, evento annuale dedicato al mondo della mobilità aziendale promossa da Fleet Magazine in collaborazione con l’Osservatorio Top Thousand e con il patrocinio di Aniasa (associazione che rappresenta le aziende che si occupano di servizi di mobilità) e Unrae (associazione dei costruttori esteri).

La formula del Fleet Motor Day ha previsto un doppio appuntamento: il 22 settembre presso le Officine Farneto con delle tavole rotonde per discutere sui nuovi scenari della transizione ecologica ed energetica e gli impatti sulla filiera della mobilità aziendale, tra E-mobility, infrastrutture di ricarica, noleggio a lungo termine, flotte e auto aziendali e del nuovo ruolo strategico che sta assumendo il settore dell’usato. Il 23 settembre, invece, Fleet Motor Day si è spostato a Vallelunga per una giornata di prove in pista e test Adas sui 5 circuiti dell’autodromo.

“Il futuro della Mobilità è il Fit for 55?”

Ad aprire i lavori è stata la tavola rotonda “Il futuro della Mobilità è il Fit for 55?”, con al centro il pacchetto legislativo contenente 13 proposte sull’energia e sul clima, che hanno lo scopo comune di mettere l’Unione Europea in condizione di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 come previsto dalla Legge Clima. L'incontro è stato aperto dagli interventi di Andrea Cardinali (direttore generale Unrae), Massimiliano Archiapatti (presidente Aniasa) e Salvatore Saladino (country manager Dataforce Italia, società di analisi di mercato), moderati da Luca Zucconi di Fleet Magazine.

Il primo a rispondere alla domanda del workshop è stato Cardinali: “La strada è lunghissima. Una strategia che riguarda l’energia, i trasporti, l’agricoltura e poi anche l’automobile. L’obiettivo del 55% è ambiziosissimo, quasi visionario. È cosa buona che l’Unione europea si ponga come continente guida, ma l’importante è che gli altri ci seguano. La Cina è avanzata nella transizione alla mobilità elettrica, ma sul fronte della produzione di energia pulita è al paleolitico. Noi possiamo elettrificare tutto, ma se poi spostiamo le emissioni altrove non risolviamo il problema alla base. Mi auguro che questi 15 anni, oltre a tutti gli sforzi della filiera dell’auto, ce ne siano altrettanti sul fronte dell’infrastrutturazione delle reti di ricarica e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Il governo ha intenzione di investire qualche miliardo nella riconversione della filiera, che riguarda tra gli altri gli impianti, le competenze del personale, e mi auguro che ci dia il tempo di farlo affinché si possa svecchiare al più presto il parco auto circolante”.

Il noleggio sembra rappresentare il volano di questo “Fit For 55”. Un aiuto concreto alle aziende e al pubblico per avvicinarsi a questo tipo di mobilità, confortato anche dai numeri del primo trimestre 2021. “La spinta verso l’elettrificazione è indubbio che sia forte e questa modalità di acquisto non solo può essere volano, ma anche albero motore della innovazione”, spiega Archiapatti. “Il noleggio può rappresentare una semplice via di accesso al prodotto elettrico in aggiunta al servizio di connessione alla rete di ricarica. Possiamo essere uno strumento decisivo, anche se in un settore in grossa difficoltà”.

Tutti in pista

Durante la seconda giornata del Fleet Motor Day sono scese in pista 215 vetture di 38 brand automobilistici, il 70% delle quali elettrificate, di cui il 38% full electric, il 29% plug in, 15% mild, 18% full hybrid. Numeri in linea con il Fit for 55 secondo Saladino: “Se guardiamo - però - la reale situazione del mercato e la domanda dei consumatori siamo distanti. Nei prossimi 5 anni, Italia, Francia, Regno Unito, triplicheranno i numeri dell’elettrico puro, la Germania raddoppierà, la Spagna la più che quintuplicherà. C’è parecchia distonia tra gli stati rispetto alla richiesta dell’Unione europea. Per quanto riguarda le ibride, ci sono differenze e mi riferisco alle mild hybrid. È ormai segnata la strada che porterà all’eliminazione dei motori a combustione interna, ma per il mild il futuro potrebbe essere simile, perché prima o poi le normative italiane si adegueranno e considereranno queste auto al pari di semplici diesel e benzina. L’azzeramento delle motorizzazioni a combustione interna non tiene in considerazione gli enormi costi che pagheranno i consumatori, a fronte di un impatto ambientale che poteva essere tranquillamente raggiunto con un mix maggiormente sensato che avrebbe premiato l’industria automobilistica europea”.

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