Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2021 09:06

Lotus, futuro elettrico e modulare.

Angelo Berchicci ·

La strategia elettrificata di Lotus entra nel vivo. La Casa di Hethel ha annunciato da tempo il proprio passaggio ai powertrain a batteria, con l'hypercar Evija che rappresenta la prima vettura a zero emissioni del marchio. Ora il costruttore britannico fa un ulteriore passo avanti e presenta un'inedita architettura altamente modulare dedicata alla futura gamma elettrica, frutto del programma di sviluppo LEVA

Un occhio di riguardo per il peso

"Less is more" amava ripetere il fondatore della Lotus Colin Chapman, e in qualche modo i principi dell'imprenditore britannico sono stati rispettati anche nella struttura che costituirà l'architrave della prossima famiglia di sportive elettriche Lotus. Il progetto LEVA (Lightweight Electric Vehicle Architecture) è infatti piuttosto semplice e si basa su un elemento fondamentale, che comprende il retrotreno e l'alloggiamento per il motore elettrico posteriore. 

Su questa struttura fissa si va a innestare l'elemento anteriore dell'auto, che comprende la cellula abitacolo e può variare in base alla tipologia di veicolo a cui si vuole dare vita. Lotus ha individuato, per ora, tre combinazioni: la prima darà vita a una 2 posti "secchi", con un passo di 2,47 metri, e un unico motore elettrico a spingere le ruote posteriori per una potenza massima di 350 kilowatt (475 cavalli).

Oltre al peso ridotto, grazie all'ampio uso di leghe d'alluminio (il pianale è più leggero del 37% rispetto a quello della Emira V6), questo sistema si contraddistingue dalle altre piattaforme per un particolare: la batteria - da 66.4 kilowattora - non è montata orizzontalmente sul fondo della vettura, come avviene di solito, bensì in maniera verticale dietro i due sedili. Una sistemazione che ricorda il propulsore posteriore-centrale diventato un segno distintivo della Elise e di altre Lotus. Non si tratta, tuttavia, di una concessione romantica, ma di una scelta pratica. In questo modo, infatti, si può dare vita a un corpo vettura più basso e quindi a una sportiva dalle linee aerodinamiche e filanti. 

Piattaforma aperta a terzi

Il secondo step sviluppato da Lotus prevede l'adozione di un powertrain a due motori, uno per ciascun asse, con una potenza di sistema di 650 kilowatt (880 cavalli). In questo caso la vettura presenta un passo maggiore, di 2,65 metri, ma l'abitacolo rimane a due posti e la batteria, di 99.6 kilowattora, continua a essere montata in posizione centrale.

E' questa la configurazione ideale per dare vita a hypercar estreme, anche per "conto terzi". Lotus ha infatti dichiarato di essere disposta a condividere l'architettura LEVA anche con altri costruttori (e qui viene alla mente Alpine, con cui la Casa ha in essere una partnership).  

Dalle hypercar alle granturismo

Infine, il terzo layout prevede un abitacolo 2+2, con passo sempre di 2,65 metri, powertrain sia singolo che doppio, e accumulatore da 66.4 kilowattora, in questo caso alloggiato orizzontalmente sul fondo. La grande innovazione della piattaforma LEVA è infatti quella di poter ospitare non solo batterie di vari tagli, ma anche in due differenti posizioni. In questo caso si avrebbe più spazio in abitacolo in cambio di un corpo vettura più alto, l'ideale per una granturismo

Il primo modello basato su questo sistema verrà lanciato nel 2026. "Il progetto LEVA oggi è rivoluzionario come lo era era il pianale della Elise nel 1996" ha commentato Richard Rackham, capo dello sviluppo veicoli di Lotus.

Tag

LEVA  · Lotus  · Lotus LEVA  · piattaforma modulare  · 

Ti potrebbe interessare

· di Angelo Berchicci

Dopo 25 anni la sportiva si appresta a uscire dai listini. L'eredità raccolta nel 2026 da un modello elettrico che promette di mantenerne inalterato lo spirito

· di Paolo Odinzov

Presentata l'ultima supercar termica "pura" del marchio, dopo di lei solo vetture elettrificate. Motori fino a 400 cavalli, arriverà nel 2022. Listino da circa 72mila euro