Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 21:11

Suzuki Burgman 400, compagno di vita.

Antonio Vitillo ·

Il nuovo Suzuki Burgman 400 si propone di occupare le prime posizioni delle prossime classifiche di vendite italiane. Nato nel 1998, introdusse la cilindrata media nella categoria degli scooter. Le sue linee, più eleganti che sportive, piacquero fin da subito, soprattutto a quei “nuovi motociclisti” che delle due ruote facevano, e fanno, uso prettamente utilitaristico, più che altro per coprire il percorso casa-lavoro.

Colori sprint

Anche nella nuova versione, il Burgman 400 mantiene la tradizionale sobrietà nelle proporzioni delle forme come nei colori: ai due già presenti in gamma si aggiunge l’argento satinato della carrozzeria. Tuttavia non manca un tocco si sportività, come il dinamismo delle sue linee e l’evidente blu elettrico dei cerchi ruote. Totalmente costruito in Giappone, fa della versatilità uno dei suoi punti di forza. La sella, accogliente per pilota e passeggero, adotta un’imbottitura generosa, 78,5 millimetri di spessore ed è a due piani: chi guida può sfruttare la regolazione dello schienalino, mentre al di sotto c’è spazio per un casco integrale più uno “demijet”. Il volume contenibile è di 42 litri.

Due vani sono posti nel retro scudo, uno di essi ha la presa a 12 volt, ma non la Usb; c’è il freno di stazionamento, in caso di parcheggio in discesa e l’anello di ancoraggio fissato al telaio: un dettaglio utile in caso di utilizzo della catena antifurto. Manca la “smartkey”, ma c’è il sistema Suzuki “Easy Start System”, che facilita la fase di avviamento motore. 

Comodo e brillante

La pedana è sciancrata proprio sotto la seduta del pilota, agevolando il posizionamento dei piedi a terra durante le fermate ai semafori, soprattutto alle persone di statura medio/bassa. La seduta è comunque non distante, sono 755 i millimetri che la separano dall’asfalto. La posizione di guida rimane simile alle precedenti versioni, con le gambe che hanno abbondante spazio per allungarsi, le braccia tendenzialmente alte verso il manubrio. Il cupolino è in posizione fissa, la protezione dal vento frontale è un compromesso fra quanto richiederebbe la guida in città e quella ad andature da strade extraurbane.

Il monocilindrico Euro 5 con accensione “Dual Sparks Technology”, a doppia candela, esprime 29,2 cavalli. Abbastanza brillante in accelerazione, il sistema di trasmissione risulta fluido nelle progressioni, raggiungendo con una certa facilità le velocità autostradali; la massima supera i 130 chilometri orari. Il Burgman 400 è dinamicamente più stabile che agile, nella composizione delle linee di traiettoria è di buon aiuto il collegamento progressivo della sospensione posteriore, aiutando il monoammortizzatore a evitare anche quel rimbalzo secco, solitamente dato da altri veicoli del suo genere, quando si passa su un’irregolarità dell’asfalto più sporgente.  

La ruota abbastanza alta, il diametro è di 15 pollici, conferisce solidità e rigore nella conduzione delle curve all’avantreno; la posteriore misura 13 pollici. In dotazione ora c'è il “traction control”, dispositivo elettronico disinseribile che assiste la guida, aumentando la sicurezza, in caso di fondo stradale scivoloso.
Il cruscotto a doppio strumento analogico è facilmente consultabile. Presenti sia la spia di possibile formazione di ghiaccio sulla strada sia la “Ecodrive” che si accende ogni volta si stia adottando una guida parsimoniosa. I consumi dichiarati nel “ciclo medio” si attestano sui 25 chilometri/litro. Il nuovo Suzuki Burgman 400 è venduto a un prezzo promozionale di 6.990 euro.

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