Ultimo aggiornamento  15 ottobre 2021 22:01

Citycar elettriche, tornano le forme squadrate.

Edoardo Nastri ·

Passato e futuro si incontrano nelle forme delle citycar elettriche, vetture pensate per muoversi agilmente e a zero emissioni nella sempre più intricata giungla urbana. I progettisti di questa tipologia di modelli oggi devono confrontarsi con i nuovi mezzi della mobilità condivisa e sostenibile, valida alternativa alle utilitarie un tempo assente e per questo temibili avversari. 

Bisogna quindi disegnare modelli accattivanti, innovativi ed esteticamente gradevoli e sembra che molti costruttori abbiano scelto di ripercorrere una strada stilistica già vista a cavallo tra gli anni 70 e 80: quella delle forme squadrate. Il trend del “boxy design” unisce, come spesso capita, forma e funzione. Se l’aerodinamica conta relativamente in città, meglio realizzare forme squadrate e volumi definiti per sfruttare il più possibile lo spazio interno. Volkswagen ID.Life, Fiat Centoventi e Honda e ne sono un esempio.

Volkswagen ID.Life

“Le vetture dedicate alla mobilità urbana mi hanno sempre affascinato”, spiega Joseph Kaban, capo del design Volkswagen parlando della sua ultima creazione: la concept ID.Life. “Il modo più naturale e semplice di disegnarle è proprio definendo forme squadrate e volumi regolari. Così le disegnano i bambini e da questo siamo partiti anche noi. Semplicità e funzione”. La concept anticipa una piccola auto elettrica con motore e trazione anteriore che arriverà nel 2025 e sarà costruita da Seat nello stabilimento di Martorell per i brand Volkswagen, Cupra e Skoda.

L’ispirazione dei volumi è retrò. Frontale squadrato, fianchi larghi per un maggiore piazzamento a terra e montanti definiti. Gli stessi principi stilistici generali che si possono ritrovare anche sulla prima serie della Golf, disegnata da Giorgetto Giugiaro nel 1974. Gli interni puntano alla massima modularità: i sedili anteriori sono completamente reclinabili, mentre la plancia si trasforma in un cinema per gli occupanti grazie a un telo mobile per la proiezione. Difficilmente vedremo quest’ultima soluzione in produzione, ma l’obiettivo era mostrare le possibilità di sfruttamento dell'abitabilità interna, vero cuore del progetto: “Gli interni si possono arredare a seconda delle esigenze di ciascun utente. Non fatevi ingannare dalle dimensioni compatte degli esterni: l’abitacolo è molto spazioso”.

Honda e

La Honda e è la prima citycar elettrica di serie ad avere inaugurato nel 2019 il trend del ritorno alle forme squadrate. La vettura è rimasta esteticamente fedele alla concept car Urban Ev che l’ha anticipata nel 2017. Per disegnarla il centro stile Honda di Tokyo ha preso come riferimento la Civic prima serie del 1972, gli stessi anni in cui Giugiaro disegnava la Golf. La missione della Honda e è quella di essere il manifesto tecnologico del costruttore giapponese: 100% elettrica e piena di tecnologie. La scelta è stata quella di dotarla di un pacco batterie piuttosto piccolo (35,5 chilowattora) per una gestione più semplice della ricarica, ma scongiurando così l’ipotesi di viaggi lunghi. Il motore e la trazione sono posteriori.

Se gli esterni della Honda e sono fortemente ispirati al passato rivisitato in chiave moderna, gli interni sono un salto nel futuro. Non si era mai vista una citycar di serie con un pannello digitale così grande. Sono ben cinque i display che lo compongono, due per gli specchietti digitali, uno per il passeggero, uno per l’infotainment e l’ultimo per la strumentazione. Il risultato è d’effetto e offre un'altra interpretazione del concetto di cinema a bordo.

Fiat Centoventi

Il format delle due volumi squadrate è stato visitato anche da Fiat nel 2019. Con la concept Centoventi il costruttore torinese ha offerto la sua visione sul futuro della mobilità elettrica, urbana e accessibile: una Panda per le strade di domani.

E proprio come la Panda prima serie disegnata da Giorgetto Giugiaro, anche la Centoventi propone forme squadrate con alcune soluzioni stilistiche piuttosto innovative, dagli interni modulari alla massima personalizzazione dell’abitacolo con accessori di ogni tipo. “In 3,6 metri di lunghezza offriamo un’abitabilità da segmento superiore”, diceva Klaus Busse, già capo del design dell’allora gruppo Fca in Europa (oggi Stellantis grazie alla fusione con Psa).

I volumi regolari hanno permesso l’installazione di una plancia a elementi modulabili e fortemente orizzontale. Grazie alla superfice forata i passeggeri possono installare facilmente diversi accessori anche per un utilizzo temporaneo: dai portaoggetti alle casse per la musica, dalla strumentazione digitale al braccio di supporto per smartphone o GoPro. È la forza delle forme squadrate: minimo ingombro, sviluppo verticale e massima abitabilità interna. Un trend del passato che ritornerà sempre più presente sulle strade del prossimo futuro. 

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