Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 12:52

Stellantis, turni ridotti alla Sevel.

Redazione ·

La Sevel - azienda abruzzese del gruppo Stellantis - ha annunciato che, a partire dal 27 settembre, ridurrà i turni quotidiani sui quali è articolato attualmente il lavoro nella sua fabbrica di Atessa, da 18 a 15. Questo a causa del perdurare della crisi dei semiconduttori, in particolare quelli per la centralina ABS Bosch che arrivano nell'impianto italiano da uno stabilimento in Malesia, attualmente fermo per carenza di materie prime.

La scelta della società, secondo il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, “determina immediatamente un impatto di riduzione occupazionale di circa 900 dipendenti, che nell’intenzione dell’azienda verrà compensato con l’interruzione dell’attività di trasferta di almeno 600 cassintegrati provenienti dagli altri stabilimenti del gruppo e con l’interruzione del rapporto di somministrazione di circa 300 lavoratori, sui 750 attualmente presenti in azienda”.

“La decisione - dice ancora Uliano -  ci vede contrari e la consideriamo gravissima. Si decide di intervenire pesantemente sui lavoratori che prestano l’attività lavorativa da molto tempo alla Sevel, scaricando su di loro una difficoltà determinatasi sui semiconduttori. Ci sono strumenti alternativi di compensazione, come gli ammortizzatori sociali ordinari, utilizzati negli altri stabilimenti senza comportare un contraccolpo occupazionale di questa portata”.

Appello a Draghi

La situazione – prosegue la nota sindacale - sta precipitando. Nei giorni scorsi abbiamo sollecitato la convocazione del tavolo Stellantis al Mise, ma crediamo che la situazione del gruppo debba essere presa in carico dal Presidente del Consiglio in persona. Nel frattempo insieme alle altre organizzazioni sindacali, stiamo decidendo le iniziative di protesta da mettere in campo”.

La risposta dell'azienda

Stellantis ha risposto con una nota nella quale sottolinea "il forte e crescente senso di incertezza", causato da eventi come la pandemia e la carenza dei chip. Il comunicato aziendale, a proposito della conclusione di una parte dei contratti di somministrazione, sostiene che "questo rientra nelle normali attivitè di gestione della forza lavoro degli stabilimenti europei" e conferma che "l'obiettivo è tutelare l'azienda e i lavoratori. L'evoluzione della situazione è monitorata quotidianamente".

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