Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 14:13

Renault 4 Frog, spiaggina alla francese.

Massimo Tiberi ·

In Italia negli anni Cinquanta e Sessanta le chiamavano “spiaggine”, auto vacanziere, completamente scoperte e magari con i sedili in vimini, che tanti carrozzieri creavano utilizzando meccanica e scocche soprattutto delle utilitarie Fiat. Poi la formula virò verso connotazioni più da simil fuoristrada o da “dune-buggy” e anche all’estero non sono mancati esempi fortunati di queste vetture per il tempo libero, dalla Mini Moke alla Citroen Mehari.

Nel 1968 la Renault, fra le tante metamorfosi della 4, lancia la sua Plein Air in collaborazione con la Sinpar, sostituita dal 1970 al 1987 dalle Rodéo, per tornare sul tema sempre nel 1987 con la Frog, divertente interpretazione di nuovo della 4, prodotta dalla Car Systéme Style e nata con ambizioni ma prodotta appena per un anno.

Eppure, la “ranocchia” era stata oggetto di una certa cura progettuale, intervenendo con modifiche importanti, estetiche e funzionali, rispetto al modello di serie del quale conserva praticamente soltanto frontale e parabrezza. Sulla piattaforma accorciata di una trentina di centimetri della popolarissima francese, ormai nel pieno di una longeva carriera che terminerà nel 1993 dopo oltre 8 milioni di unità, viene allestita una compatta torpedo lunga 3,39 metri, priva di portiere, dall’aspetto simpatico e accessibile davanti scavalcando un po’ scomodamente i voluminosi brancardi laterali.

Robusta e comoda

La struttura è irrobustita da un roll-bar verniciato in bianco che serve anche come sostegno delle coperture in materiale plastico smontabili, in realtà piuttosto precarie. Danno tono codolini e protezioni sui fianchi, in vetroresina come il portello posteriore sul quale è montata la ruota di scorta e che permette di occupare una panchetta a due posti sistemata insolitamente contromarcia.

Quasi racing invece i sedili anteriori, rivestiti in tessuto, molto avvolgenti e con poggiatesta integrati, mentre plancia e comandi sono quelli della 4, compresa la caratteristica leva del cambio a manico d’ombrello. Manca un vero e proprio vano bagagli e due i colori per la carrozzeria, rosso o nero con capote a contrasto nera o chiara, e cerchi bianchi in lamiera.

Nessuna modifica sostanziale nella meccanica con schema a trazione anteriore, se non nelle sospensioni a barre di torsione leggermente sollevate per favorire la marcia su qualche sterrato, niente a che vedere comunque con l’off-road. Il motore è il quattro cilindri di vari modelli Renault, 950 centimetri cubici da 34 cavalli accoppiato ad un quattro marce e l’impianto frenante è dotato di dischi anteriori. Modeste le prestazioni, del resto non è questa la vocazione della vettura, con velocità massima intorno ai 110 chilometri orari, ma il peso ridotto di circa 700 chili favorisce l’agilità.

Prezzo alto

Un po’ spiaggina, un po’ buggy e un po’ funcar, la Frog è anticonvenzionale e dal look riuscito, il pubblico però non se ne innamora. In Italia arrivano 600 esemplari, ma per lo più “imposti” ai concessionari, venduti ad un prezzo di 12.700.000 lire, di ben 3 milioni superiore alla 4 standard di riferimento all’epoca. Semmai, oggi quelle che restano rappresentano una interessante rarità per i collezionisti.  

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