Ultimo aggiornamento  27 settembre 2021 04:05

Acea, allarme infrastrutture di ricarica.

Redazione ·

C'è una grave carenza di punti di ricarica elettrica lungo le reti stradali nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea. A denunciarlo i risultati di una ricerca resi noti dall'Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea). Lo studio mostra che 10 paesi non hanno nemmeno un caricabatterie ogni 100 chilometri di strade principali e sono gli stessi che hanno una quota di mercato delle auto elettriche inferiore al 3% (tranne l'Ungheria). Sono 18 gli stati membri dell'Unione con meno di 5 punti di ricarica per 100 chilometri, con solo quattro che ne possiedono più di 10 sulla stessa distanza.

I paesi con meno colonnine per 100 chilometri sono Lituania (0,2), Grecia (0,2), Polonia (0,4), Lettonia (0,5) e Romania (0,5).Non molto migliore la situazione anche in Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

All’altro capo della classifica troviamo invece i più attrezzati: Paesi Bassi (47,5), Lussemburgo (34,5), Germania (19,4), Portogallo (14,9) e  Austria (6,1). Secondo la ricerca Acea, l’Italia dispone di 5,1 colonnine ogni 100 chilometri, con una quota di mercato per le auto elettrificate del 4,3% (dati 2020).

Cosa fare

Come parte del suo pacchetto sul clima "Fit for 55", pubblicato a luglio, la Commissione europea ha proposto che entro il 2030 le emissioni di CO2 delle nuove auto debbano essere inferiori del 55% rispetto ai livelli del 2021, ben oltre l'obiettivo del 37,5% fissato tre anni fa. Un impegno che si potrà raggiungere solo se le case automobilistiche porteranno sul mercato milioni di auto elettrificate.

"Tuttavia - ha ammonito il direttore generale di Acea, Eric-Mark Huitema - i consumatori non saranno in grado di passare a veicoli a zero emissioni se non ci sono abbastanza stazioni di ricarica e rifornimento lungo le strade dove guidano. Per esempio, se i cittadini di Grecia, Lituania, Polonia e Romania devono ancora percorrere 200 chilometri o più per trovare una colonnina, non possiamo aspettarci che siano disposti a comprare un'auto a batteria".

"In tutta l'Unione – continua Huitema -  si dovranno fare progressi massicci nella diffusione delle infrastrutture e in un lasso di tempo molto breve. I progressi fatti in alcune aree soprattutto a ovest sono incoraggianti, ma non dovrebbero distrarci dal terribile stato della rete di ricarica in altri Paesi”.

Alla luce di tutto ciò Acea chiede quindi al Parlamento europeo e al Consiglio di cogliere questa opportunità per "creare le giuste condizioni per la mobilità a zero emissioni durante i prossimi negoziati di implementazione del Fit for 55."

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