Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2021 18:50

Se l'auto elettrica non basta.

Angelo Berchicci ·

All'IAA di Monaco la competizione tra i brand non si ferma alla concept più innovativa o all'anteprima più attesa. E' anche gara di numeri, sfida a chi dedica più investimenti all'elettrico, annuncia il maggior numero di modelli a batteria, o stabilisce l'orizzonte più vicino per il passaggio alle zero emissioni. Ma dentro e fuori il salone, molte voci chiedono alle Case che questi impegni non rimangano solo delle buone intenzioni, e auspicano che l'elettrificazione non sia l'unico modo per guardare alla mobilità del futuro

Ancora molto da fare

Pochi giorni prima della fine del suo mandato, la cancelliera Angela Merkel è intervenuta, come di consueto, alla cerimonia di inaugurazione dell'IAA. "La Germania deve mantenere la sua posizione centrale nella produzione automobilistica" ha dichiarato la Merkel, sottolineando con orgoglio che "tutti i costruttori tedeschi hanno veicoli elettrici in produzione oggi, e non era così due anni fa" e che "l'obiettivo del governo di mettere sulle strade tedesche un milione di auto elettriche è stato raggiunto con un ritardo di pochi mesi". "L'industria dell'auto non è soltanto una parte del problema, ma potrà essere parte centrale della soluzione" ha concluso la cancelliera. Il messaggio implicito, per alcuni, è che l'elettrificazione dell'automotive non sarà l'unica risposta agli interrogativi posti dalla mobilità del futuro.

Subito dopo la presidente dell'associazione dell'industria dell'auto VDA, Hildegrad Mueller, ha sottolineato che l'automotive è impegnato "senza se e senza ma" per la neutralità climatica nella mobilità. Tuttavia, "la possibilità di ricaricare velocemente i veicoli con corrente ecologica è essenziale affinché la sostenibilità sia effettiva", ha sottolineato. "L'energia pulita è ancora troppo poca per raggiungere gli obiettivi che ci si è posti, e anche sul fronte dell'infrastruttura per le ricariche si è indietro" ha criticato. "Bisogna accelerare molto il passo, in Germania e anche in Europa".

Le accuse degli ambientalisti

Nel frattempo in vari punti di Monaco si sono registrate proteste e manifestazioni contro l'evento, messe in piedi da numerose sigle di attivisti, alcune delle quali hanno bloccato le principali arterie di ingresso nella città. Gli ambientalisti tedeschi sono tornati ad accusare le Case di greenwashing, bollando come finzione le promesse per una mobilità più sostenibile. "Aggiungere la parola mobilità al nome dell'evento e spingere per le auto elettriche non cambia la sostanza dei fatti, dal momento che i costruttori continuano a trarre la maggior parte dei profitti globali dai motori endotermici e dai combustibili fossili" ha commentato Marion Tiemann, esperta di trasporti per Greenpeace Germany.

Restituire spazi alla comunità

Parallelamente all'IAA è stato inaugurato il Mobility Congress, un forum organizzato dalla municipalità di Monaco, assieme a protagonisti della mobilità, dell'automotive e altri stakeholders, per discutere del nuovo volto delle città, e del ruolo che in esse potranno avere le autovetture. All'apertura dell'evento, che si definisce un "supplemento all'IAA Mobility", il sindaco di Monaco, Dieter Reiter (SPD), ha messo subito in chiaro che "le cose dovranno cambiare. Se si vuole dare qualcosa agli altri, bisogna prima toglierlo a qualcuno" ha osservato Reiter, riferendosi agli spazi dedicati alle auto all'interno della città. 

"La questione va ben oltre l'utilizzo della sosta a pagamento" ha detto l'amministratore, parlando di progetti per liberare la città dalle vetture e restituire spazio a pedoni e ciclisti. "Per garantire la vivibilità di una città di oltre un milione di abitanti, con popolazione in forte crescita, bisogna fare delle scelte drastiche".

Città meno caotiche

A Monaco sono in corso discussioni a più livelli confluite nella Mobility Strategy 2035, messa a punto da Georg Dunkel, responsabile per la mobilità all'interno dell'amministrazione. Le proposte abbracciano vari temi, tra cui l'innalzamento delle restrizioni per le autovetture diesel, la riduzione del numero di stalli per la sosta, la previsione di zone a traffico limitato all'interno delle aree residenziali, completate da hub sulle arterie principali dedicati al parcheggio e all'interscambio dei mezzi di trasporto, con soluzioni di micromobilità e navette a guida autonoma.

Tutto questo in vista di due obiettivi principali: raggiungere la completa neutralità climatica degli spostamenti urbani entro il 2035, ma soprattutto "migliorare la qualità del tempo che si trascorre all'interno della città, e quindi renderla meno caotica". Insomma, le autovetture - anche quelle elettriche - in futuro dovranno scendere a compromessi e imparare a conciliarsi con le esigenze della comunità, persino e soprattutto in una delle capitali mondiali dell'auto come Monaco.

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