Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2021 03:54

Freddie Mercury, auto da Regina.

Paolo Borgognone ·

“Non sarò una rockstar, sarò una leggenda”. Così, agli inizi della sua carriera, parlava Frederick Bulsara, cantante e musicista nativo di Zanzibar ma cresciuto tra India e Inghilterra, noto a chiunque come Freddie Mercury. Il frontman dei Queen – che non ha mai guidato ma che amava collezionare anche automobili – avrebbe compiuto oggi 75 anni se l’Aids non se lo fosse portato via quasi 30 anni fa esatti, nel 1991. E’ quindi il momento giusto per ricordarlo anche attraverso le sue quattro ruote.

Gli inizi

Solitamente molto riservato riguardo la vita privata, oggetto di morboso interesse comunque, fin dall’inizio della sua carriera, Mercury non prese mai la patente. Il gruppo con cui aveva iniziato a cantare nel 1971 – formato da Roger Taylor alla batteria, Brian May alla chitarra e, dopo vari tentativi, da John Deacon al basso, e a cui aveva cambiato nome da “Smile” a “Queen” -  si muoveva spesso con un qualche sgangherato furgone, di solito di proprietà di Taylor, il vero appassionato di auto della band, tanto da averci scritto sopra anche una canzone, “I’m in Love With my Car”, uscita nel 1975 come “lato b” dell’impareggiabile singolo “Bohemian Rhapsody”.

All’inizio non possedere un’auto non era un vezzo ma una necessità, visto che i quattro ragazzi di belle speranze e dalle tante straordinarie idee musicali non navigavano certo nell’oro. Freddie e Roger condividevano un piccolo box al Kensington Market a Londra, dove vendevano principalmente vestiti e quadri. Non proprio il passaporto verso la solidità economica. Una volta ottenuto il successo, e soprattutto dopo aver acquistato Garden Lodge, la villa in mattoni rossi a Kensington dove vivrà tutta la vita, le cose per Mercury cambiarono.

Un garage pieno

Vediamo allora questa collezione che spazia da vetture d’epoca ad altre modernissime.

La prima e più antica era una Studebaker Champion, prodotta per una ventina d’anni dalla Casa americana con un curioso frontale arrotondato e alcune parti del motore in comune con i mezzi dell’esercito Usa.

Di produzione più recente (tra il 1968 e il 1992) la Daimler  DS420, chiamata anche “limousine”, auto di rappresentanza – e utilizzata quasi sempre con autista -  che faceva evidentemente il verso alle più eleganti e famose college d’oltremanica, Bentley e Rolls Royce. A proposito di quest’ultimo marchio, nel parco auto di una vera regina non poteva mancare una Silver Shadow: quella di Mercury, oltre all’eleganza innata del veicolo, aveva una personalizzazione molto musicale, con un impianto per la riproduzione di audiocassette (cosa tutt’altro che scontata all’epoca) e un telefono. L’auto è stata venduta nel 2013 all’asta e oggi appartiene a un facoltoso magnate russo. 

Meno fortunata la vita della Mercedes 420 SEL che rimase nel parco auto di Mercury fino alla fine e venne venduta all’asta dai suoi eredi solo nel 1996 a cinque anni dalla scomparsa del cantante. La vettura venne acquistata da un collezionista scozzese distratto che la lasciò andare praticamente in rovina prima di essere “salvata” da un vero amatore che l’ha comprata e restaurata. Diverso il caso di una più sportiva Range Rover V8 Convertible che venne venduta dallo stesso Mercury a Roger Taylor, come abbiamo visto un batterista col “pallino” delle quattro ruote.

Infine, per le sue lunghe trasferte negli Usa, in particolare nel periodo in cui si trovava spesso a New York, Mercury acquistò una Lincoln Town Car, prodotta dalla divisione di Ford tra il 1980 e il 2007.

Nella collezione anche una Lotus Evora S, battuta all'asta a Londra nel 2011 (a 20 anni dalla morte del cantante) e assegnata per 100mila sterline, che sono andati al Freddie Mercury Phoenix Trust, l'associazione di beneficenza creata dai restanti Queen e dal loro manager Jim "Miami" Beach, per la lotta all'Aids.

Vetture da sogno per la Regina del rock, auguri eterno Freddie.

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