Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 07:44

Yamaha XT 500, sognando l'avventura.

Antonio Vitillo ·

La Yamaha XT 500 alimentò i sogni d’avventura durante i vivaci anni ‘70. Presentata al Salone di Tokyo del 1975, commercializzata l’anno successivo, lanciò il filone delle “enduro stradali”, sebbene sembrasse più che altro una “scrambler”.

Adatta alla Parigi-Dakar

Di seduta non troppo alta da terra, se la “X” era acronimo di 4 tempi, la “T” la voleva dire adatta ai “trail”, evidente attitudine connaturata al suo aspetto: ruote tassellate a raggi, sella lunga, buona anche per due, sospensioni a lunga escursione, nulla le mancava per divagare dalla consuetudine delle strade statali. Potenzialmente adatta a viaggiare senza confini, partecipò e vinse nelle prime edizioni del rally africano per antonomasia, la Parigi-Dakar.

Un gran successo

Telaio a culla chiusa, il trave superiore conteneva l’olio al suo interno, la lubrificazione era perciò a carter secco, che era in magnesio; il suo motore, un monocilindrico raffreddato ad aria di 499 centimetri cubici, si alimentava attraverso un carburatore Mikuni da 34 millimetri: la distribuzione aveva l’albero a camme in testa, in inizio era a due valvole.

Il suo peso era di 142 chili, le bastavano 32 cavalli per andare ad una velocità di circa 150 chilometri orari. Aveva cinque marce, i freni erano a tamburo, si avviava a pedale.

Ebbe un gran successo, di Yamaha XT 500 ne furono venduti oltre 130.000 esemplari fino al 1989, anno del suo pensionamento; la versione che, forse, più di tutte si ha ricordo è quella del 1981, con l’allumino del serbatoio tirato a lucido.

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