Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2021 18:30

In tv l’inedito di Steve McQueen sulla F1.

Paolo Borgognone ·

“Questa è la storia mai raccontata del migliore film mai realizzato”. Dice così l’ex presentatore tv americano David Letterman, voce narrante di “Steve McQueen - il film perduto”, il documentario sull’opera incompiuta del grande attore americano, che va in onda sul canale “Sky Documentaries” sabato 28 agosto 2021. Al centro della narrazione il film, mai terminato e che si credeva definitivamente perduto, “Day of the Champion”, una pellicola che voleva raccontare “dall’interno” la bellezza, l’emozione e il pericolo della competizione motoristiche, la F1 in particolare.

Lotta tra giganti

Ricostruiamo un attimo i fatti. Siamo nel 1965 e McQueen - reduce da successi cinematografici straordinari, come “La grande fuga” del 1963 - parla con il regista John Sturges, che lo aveva diretto proprio in quella pellicola, di un suo progetto: quello di portare sul grande schermo l’epopea delle corse automobilistiche, sulla scia del successo del libro “The Cruel Sport” dello scrittore e giornalista Robert Daley che aveva raccontato nel 1963 i drammi delle tante vite perse correndo dietro al mito della velocità.
Tornando a McQueen e Sturges, a fianco a loro quel giorno c’è un altro colosso della cinematografia mondiale, John Frankenheimer che gli raccontò di aver appena concluso un accordo per girare un film sullo stesso argomento con la major Mgm.

McQueen riesce comunque a convincere la Warner Bros a finanziare “Day of the Champion”. Anche perché, da appassionato e frequentatore di corse come è, attrae nel progetto campioni come Jackie Stewart, Stirling Moss (che farà da consulente alla pellicola) e soprattutto Jim Clark, l’inglese capace di vincere in quello stesso 1965 sia il titolo di F1 che la 500 miglia di Indianapolis.
I lavori per il film iniziarono con delle spettacolari riprese lungo il circuito del Nurburgring in Germania con diverse telecamere poste sia su un elicottero che all’interno delle vetture in pista: qualcosa che fino ad allora nessuno aveva mai tentato. Purtroppo una serie di difficoltà sorte durante la realizzazione di “Day of the Champion” - tra cui una malattia contratta dallo stesso McQueen durante le riprese di un altro film in Asia - rallentarono la produzione e alla fine Mgm e Frankenheimer vinsero la corsa con i rivali e uscirono prima con “Grand Prix”, con attore protagonista James Garner (che aveva soffiato la parte proprio a McQueen).
“Day of the Champion” finì così nel dimenticatoio e fino a poco tempo fa si pensava che non ne esistessero più tracce, fino a quando non sono state scoperte, per puro caso, diverse bobine di pellicola a colori da 35 millimetri.

Un vero fan

A raccontare “Steve McQueen - il film perduto”, come abbiamo visto, il 74enne ex conduttore televisivo David Letterman, da sempre fan dell'attore-pilota scomparso nel 1980 e appassionato di quattro ruote e di corse automobilistiche (forse perché è nativo di Indianapolis).

Suo (in parte) è infatti il team Rahal Letterman Lanigan Racing che l’anno passato ha vinto, con alla guida il pilota giapponese Takuma Sato, proprio la 500 miglia di Indianapolis.

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