Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 04:31

Addio Charlie Watts, rocker senza patente.

Paolo Borgognone ·

Non ha mai preso la patente e neanche guidato, ma nel corso della sua vita ha collezionato un garage pieno di auto particolari e supercar soprattutto d’epoca: gli piaceva sedersi al volante, ascoltare il suono del motore (quando uno ha orecchio, come si dice), indossando per ognuna un vestito differente, a patto che si accordasse con la tappezzeria. Stiamo parlando di Charles Robert Watts, londinese, storico batterista dei Rolling Stones fin dal 1963, deceduto ieri all’età di 80 anni.

Nato a pochi metri dal leggendario stadio di Wembley nel giugno 1941, proprio quando erano appena terminati i terribili bombardamenti tedeschi a cui la città era stata sottoposta per lunghi mesi, Charlie - figlio di un camionista - iniziò fin da ragazzo a suonare la batteria, partendo da piccoli locali jazz e blues dell’allora vibrante scena della “Swinging London”, fino all’incontro con Brian Jones (prematuramente scomparso nel 1969, uno dei membri del “club dei 27”, i grandi musicisti che ci hanno lasciati proprio a quell’età). Nel 1963 Watts entra a far parte dei Rolling Stones di cui resterà, insieme a Keith Richards e Mick Jagger, membro attivo ed effettivo fino al 2021. Solo poche settimane fa aveva infatti deciso di non partire con il prossimo tour mondiale della band, lasciando spazio all’americano Steve Jordan.

Dalla 2CV in su

Come abbiamo detto Watts non sapeva guidare ma, come molte altre rockstar, ha sempre amato le quattro ruote. Nel garage della sua casa a Dolton, nel Kent, sono parcheggiate vetture di ogni genere, pare che in tutto fossero 168. Ma Charlie è sempre stato molto schivo, per anni non ha voluto parlare con la stampa, quindi non è facilissimo sapere esattamente cosa si nasconda dietro quelle porte. Di sicuro c’è una “piccola” 2CV gialla (immaginiamo che il completo che indossava quando ci saliva sopra fosse dello stesso colore, quando si ha un patrimonio di un quarto di miliardo di sterline ci si può permettere questo e altro) e da una spettacolare Lagonda Rapide Cabrio del 1937 con vernice di due tonalità di marrone differenti, vettura di cui furono realizzati soltanto 25 esemplari, acquistata nel 1983. A proposito di auto bicolori, Watts possedeva anche una Bugatti della stessa epoca, questa volta rossa e nera, mentre per tornare al giallo – ma di una tonalità più scura – ecco una fiammante Lamborghini Miura. Notevole anche una Citroën Sm Coupé nera.

Grazie alle cinture di sicurezza

Solo pochi anni fa Watts era scampato quasi per miracolo a un grave incidente automobilistico. Mentre si trovava con la moglie Shirley vicino Nizza, dove possedeva una casa, la vettura sulla quale viaggiava rimase coinvolta in uno scontro frontale con un’altra auto, probabilmente a causa di un colpo di sonno del conducente. Il musicista riportò diverse fratture e rimase ricoverato in ospedale per oltre sei settimane. Quando si riprese dichiarò di essere stato salvato dall’aver indossato la cintura di sicurezza. “Senza quella sarebbe stata la fine”.

Tag

2 CV  · Charlie Watts  · Cinture di sicurezza  · Rolling Stones  · Wembley  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Il marchio giapponese “firma” una chitarra speciale: è una versione in soli 100 esemplari della Fender Stratocaster ispirata alla sua Lc500

· di Paolo Borgognone

Il cantante dei Queen, scomparso nel 1991, avrebbe compiuto oggi 75 anni. Non aveva la patente, ma una grande passione per le auto. Eccone alcune

· di Paolo Borgognone

Il "Principe delle tenebre" ex-operaio alla Leyland ha imparato a guidare solo a sessant'anni. Ma poi la moglie ha venduto tutte le sue auto