Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2021 01:36

Elettriche, la sfida si sposta sulle piccole.

Angelo Berchicci ·

La maggior parte dei gruppi automobilistici ha ormai compiuto il primo passo nel processo di elettrificazione, e punta già al secondo capitolo, che interesserà probabilmente i segmenti più piccoli. In molti casi, le prime vetture elettriche “moderne” dei costruttori sono state auto di dimensioni medie, mentre ora la sfida sembra spostarsi sui modelli compatti, con l’obiettivo di rendere le tecnologie più avanzate accessibili a tutti.  

Le prime elettriche di nuova generazione

Volkswagen ID.3, Tesla Model 3, Hyundai Ioniq 5, Renault Megane E-Tech. Che cosa hanno in comune? Tutte sono vetture elettriche di ultima concezione (la Renault deve essere ancora svelata), che rappresentano un salto di qualità nel modo di realizzare le auto a batteria per i rispettivi costruttori, grazie all’introduzione di nuove piattaforme dedicate, batterie più efficienti, processi di produzione ottimizzati, e software più avanzati. Modelli a cui è affidato il compito di proiettare le Case verso le più moderne frontiere dell'elettrificazione, e a cui di conseguenza sono collegate grandi aspettative.

Vetture che hanno in comune anche un’altra cosa: sono tutte di segmento C e D, e quindi con dimensioni da 4,3 metri di lunghezza in su e prezzi maggiori di 30mila euro (senza considerare gli incentivi). Il motivo per cui si è scelto di puntare su segmenti di medie dimensioni è facilmente intuibile: si tratta di quelli più “trasversali”, che possono essere commercializzati nella maggior parte dei mercati globali, e che permettono anche i margini di profitto più alti. Ma se queste auto rappresentano il primo passo delle Case nel processo di rinnovamento della mobilità, per il secondo ci si concentrerà su vetture più compatte, di segmento B e B/C.

Il secondo capitolo della sfida

E’ questa la direzione che tracciano i più recenti progetti delle Case, a partire da Tesla, il cui ceo Elon Musk ha annunciato durante l’ultimo "battery day" l’intenzione di creare un modello entry level pensato per l’Europa (ma prodotto in Cina, finché la Gigafactory di Berlino non sarà operativa) e con un prezzo di circa 20mila euro. Le indiscrezioni, che hanno attribuito alla vettura il possibile nome di Model 2, vogliono il lancio del modello più vicino di quanto si pensi: i primi muletti del modello potrebbero già iniziare a circolare sulle strade cinesi entro fine anno, mentre in Europa potrebbe arrivare nel 2023.

Il rivale di sempre Volkswagen non ha perso tempo, e ha inizato a sviluppare una serie di utilitarie a batteria con marchi Volkswagen, Seat e Skoda, basate su una versione accorciata della MEB. Come affermato da Diess durante la presentazione della strategia New Auto, i modelli più compatti del gruppo verranno prodotti nello stabilimento Seat di Martorell, in Spagna, che verrà riconvertito per diventare un hub 100% elettrico. Dovrebbero arrivare nel 2024, con prezzi inferiori ai 20mila euro.

Si punta sul segmento B

Il ceo di Renault Luca de Meo ha inoltre dichiarato che la nuova R5 elettrica, la cui concept è stata presentata assieme al piano di rilancio Renaulution, sostituirà la Zoe nel segmento B (anche in questo caso la data dovrebbe essere il 2024), e rispetto a quest’ultima porterà un rinnovamento totale nei contenuti, con una piattaforma inedita e un prezzo che sarà inferiore del 33%.

Stellantis punterà invece su una versione evoluta della e-CMP sviluppata dall'ex gruppo Psa, che - in base a quanto dichiarato ad aprile in occasione della prima riunione con gli azionisti – costituirà la base per tutti i modelli compatti elettrici fino al 2026, quando sarà sostituita dall’architettura dedicata STLA Small. La piattaforma multienergia CMP ha già dato vita a piccole a batteria di successo come la Peugeot e-208 e la Opel Corsa-e, oltre ai suv e-2008 e Mokka-e, e nei prossimi anni sarà l’architrave di una serie di modelli elettrici di dimensioni compatte che interesseranno soprattutto i brand dell'ex gruppo Fca.

Anzitutto Fiat che, come dichiarato da Carlos Tavares, “tornerà nel segmento B dal 2023 con più modelli, elettrificati ed elettrici, che saranno i primi realizzati su una piattaforma condivisa". Ma la CMP potrebbe essere l’architettura su cui verranno realizzate anche le prime elettriche a marchio Jeep e Alfa Romeo, molto probabilmente crossover cittadini (guarda caso lo stabilimento polacco di Tychy produrrà almeno tre vetture di questa tipologia). Senza dimenticarsi di Lancia, brand 100% elettrico fra 3 anni, la cui sostituta della Ypsilon è già stata annunciata dal capo-designer Jean Pierre Plouè.

Il ruolo dell'Europa

Perché le Case stanno spostando l’attenzione sui segmenti più piccoli? Probabilmente per non farsi trovare impreparate dai possibili sviluppi in Europa. La Commissione ha infatti messo nero su bianco l’intenzione di vietare la vendita dei motori endotermici a partire dal 2035. Per ora si tratta solo di una proposta, che però delinea una tendenza ben precisa per il mercato automobilistico europeo, dove il segmento B è ancora quello più ampio per volumi di vendita.

Qualunque sarà l’esito normativo dei provvedimenti elaborati dalla Commissione, questa accelerazione delle Case verso lo sviluppo di modelli a batteria più piccoli, e quindi più accessibili, può essere vista come un primo risultato indiretto delle politiche messe in campo da Bruxelles.

Tag

Elettriche  · Piccole  · Segmento B  · utilitarie  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo, con l’ok dei costruttori nazionali e stranieri. Stabiliti anche i nuovi standard sulle emissioni