Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2021 19:17

Cosa sarà dell'auto.

Paolo Odinzov ·

Cosa sarà che ci trasporterà? Sembra un po’ la canzone di Lucio Dalla ma è invece la domanda che tutti i costruttori si stanno facendo. Le auto del futuro, questo è sicuro, non avranno infatti nulla a che vedere neppure lontanamente con quelle tradizionali, basti pensare al fatto che in molti casi guideranno da sole, coerentemente con il significato del nome "automobile". E già quelle di oggi sono ormai molto distanti - e non soltanto per un fatto temporale - dalla Patent Motorwagen di Benz & Cie del 1884, che può essere definita la capostipite di tutte le autovetture.

Una visione diversa

Il cambiamento in atto nel settore della mobilità non riguarda però solo la radicale trasformazione delle nostre compagne di vita a quattro ruote. Ma, piuttosto, la stessa visione che i tradizionali costruttori hanno nel definire i mezzi con cui in futuro andremo in giro, sulle strade e non solo. Inseguendo le tante società neonate dedite alla produzione di mezzi del domani, come Lime di Uber, Helbiz e, tra breve, molto probabilmente anche Apple.

Il surf di Diess

Vedere il ceo del gruppo Volkswagen Herbert Diess andarsene in giro sulle acque del lago di Wolfsburg, accanto alla fabbrica tedesca dove un tempo nacque il Maggiolino, sopra una tavola da surf motorizzata prodotta dall’Audi che costa più di un’utilitaria, rende bene l’idea a riguardo. Come sono d'esempio i tanti esperimenti condotti da Hyundai e altre aziende del settore su taxi e auto volanti, che a detta degli stessi ideatori tra poco potrebbero invadere i cieli. Roba che spaventa solo all’idea.

Una vera rivoluzione

È insomma un palese cambio di rotta quello a cui stanno andando incontro aziende che fino a ieri sfornavano dalle loro catene di montaggio solo ed esclusivamente auto, e in alcuni casi veicoli a due ruote. Una rivoluzione simile nell’impatto sociale, ma ben diversa per i mezzi che ne deriveranno, a quella che negli anni Cinquanta ha portato alla prima grande diffusione delle automobili in tutto il mondo. Dove le stesse vetture elettriche, adesso più che mai orientate a guadagnare terreno, potrebbero diventare un elemento marginale almeno per quanto concerne il loro utilizzo nel traffico cittadino.

Il nuovo orizzonte della micromobilità

La micromobilità, nelle varie forme in cui si sta espandendo, è quella a cui molte Case, se non tutte, guardano con interesse puntando anche allo sharing. Sbizzarrendosi nel tirare fuori dai loro laboratori macchine per spostarsi simili a mezzi che fino a poco tempo fa si vedevano solo nei film di fantascienza. Basti pensare ai tanti quadricicli elettrici per il trasporto persone già in produzione o presentati da diversi marchi, ad esempio il Minimó della Seat.

Monopattini intelligenti e tricicli

Perfino i discussi monopattini a batteria, odiati e allo stesso tempo preferiti da molti nelle città, sono diventati mezzi intelligenti, capaci tra breve di capire se chi li guida commette infrazioni e di conseguenza bloccarsi in automatico. Mentre le bici e i loro derivati, lasciando da parte le e-bike in preda ad un vero boom, potrebbero addirittura sostituire i ben più voluminosi veicoli urbani per le consegne.

La ricetta Bmw

Bmw ha già pronta la ricetta per farlo, si chiama Concept Dynamic Cargo ed è una sorta di triciclo elettrico dove il componente chiave è il telaio principale anteriore, collegato alla sezione posteriore tramite un asse girevole che si inclina negli angoli facendo rimanere ferma la struttura nelle curve. Tra i vantaggi, oltre a garantire una stabilità di marcia maggiore rispetto ai modelli a due ruote, permette di avere una piattaforma di trasporto versatile in stile pick up, fornita di attacchi modulari per sistemare pacchi e merci.

Tante risposte

A dirla tutta, insomma, l’automobile come la intendiamo oggi sarà solo un ricordo, stravolta nei connotati da un'evoluzione della specie, che porterà tra i cambiamenti più importanti anche e soprattutto quello di limitarne l’impiego, contando sulle potenzialità di mezzi accessori prodotti dalle stesse grandi case per sostituirla in molte situazioni. La domanda "cosa sarà che ci trasporterà" lascia dunque aperta la porta a tante risposte.

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